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 A poco più di due settimane dall’inizio ufficiale delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, non si placano allarmi e polemiche. Nei primi giorni di luglio, la città è stata teatro di una serie di sparatorie che hanno riacceso i riflettori sulla violenza nelle strade. Una situazione delicatissima, aggravata dalla protesta dei poliziotti, che affermano di non ricevere gli stipendi da mesi.

Non bastavano la crisi politica, le denunce relative all’inquinamento di acque e spiagge, dove sarebbero stati rinvenuti batteri super-resistenti, le paure legate virus Zika, i ritardi nei lavori per le strutture collegate ai Giochi, la crisi finanziaria e la persecuzione, silenziosa ma continua, ai danni degli indigeni: ora sulle trentunesime Olimpiadi, in programma dal 5 al 21 agosto prossimi, grava anche un pesantissimo allarme violenza, che rende il clima ancora più teso e mette una seria ipoteca sulla buona riuscita dell'evento sportivo.

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Oltre alla denuncia di uccisioni sommarie, soprusi e comportamenti brutali tenuti da militari e forze dell’ordine, che colpiscono soprattutto i bambini di strada e gli abitanti dei quartieri più poveri, le statistiche mostrano un aumento generale dei crimini violenti consumati in luoghi pubblici: dall’inizio dell’anno, sono state 76 le persone coinvolte in conflitti a fuoco e 21 di esse sono decedute. Tra le vittime anche dei semplici passanti, trovatisi nel luogo sbagliato al momento sbagliato: si muore per proiettili esplosi da qualche gang criminale senza scrupoli o sotto i colpi della stessa polizia, che è sempre più spesso accusata di esagerare nell'uso della forza e delle armi da fuoco.

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Come se non bastasse, le cronache delle ultime settimane mostrano un aumento di aggressioni e rapine ai danni di automobilisti e passanti e, appena qualche giorno fa, uno dei principali ospedali della città, incluso tra i siti consigliati a visitatori e turisti, è stato teatro di una sparatoria.

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La situazione è estremamente delicata, insomma, con polizia e vigili del fuoco che denunciano di non essere pagati da mesi a causa del dissesto delle finanze dello Stato di Rio de Janeiro, che ha recentemente dichiarato bancarotta e che spera nello sblocco di fondi federali. Tutti i servizi essenziali sono in forse.

A fine giugno, le forze dell’ordine hanno inscenato una protesta pubblica, avvertendo i turisti pronti a sbarcare nella città brasiliana per assistere all’Olimpiade che non saranno in grado di proteggerli.

Dal canto loro, gli organizzatori dell’evento ostentano sicurezza, dicendosi certi della riuscita delle prime Olimpiadi brasiliane.

“Siamo pronti a iniziare i Giochi." – ha dichiarato Carlos Arthur Nuzman, Presidente del Comitato organizzatore, nel corso di una conferenza stampa, aggiungendo che l'Olimpiade "potrebbe iniziare oggi. […] Avremo il massimo del successo in questa nostra splendida città.”

Il sindaco di Rio, Eduardo Paes, sembra condividere lo stesso ottimismo, anche se ha invitato i turisti a non aspettarsi di trovare una metropoli che funziona come Chicago, New York o Londra. “La nostra fase di sviluppo è diversa." - ha tenuto a precisare.

Anche il Governo federale ha cercato di rassicurare gli animi, ribadendo che ogni sede prevista per lo svolgimento dei Giochi è pronta, che il centro stampa principale è aperto e che i siti olimpici e tutti i luoghi più importanti della città, a partire dagli aeroporti, potranno contare su un personale di sicurezza di 85.000 unità.

Ma, mentre il conto alla rovescia per l'evento sportivo più atteso del 2016 sta per cominciare, l'atmosfera a Rio non sembra quella che precede una festa, con quel misto inconfondibile di tensione ed entusiasmo. Tra dubbi, allarmi, denunce e perplessità, nessuno sa davvero cosa potrà accadere, dal 5 agosto in poi.

Lisa Vagnozzi

Photo credits

 

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