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Non ce l’hanno fatta a restare nelle loro terre ancestrali: dopo aver lottato strenuamente per mantenerne il possesso, nove famiglie indigene della tribù guaranì Apy Ka’y sono state sfrattate e le loro case distrutte. Alcuni video girati nel corso dell’operazione, portata avanti dalla polizia federale, stanno suscitando indignazione in tutto il Brasile.

Cento poliziotti armati contro nove famiglie guaranì, che chiedevano di poter continuare ad abitare la propria terra: la notizia dell'attacco è stata riportata da Survival e documentata da due brevi video, che riportiamo qui di seguito.

Siamo nel sud del Brasile, dove la sottrazione di terre ai danni della comunità Apy Ka’y è andata avanti per decenni: un processo di erosione portato avanti con le armi della violenza e dell’intimidazione, nell’indifferenza o con la complicità della autorità politiche locali, per lasciare spazio a piantagioni agricole industriali.

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Per dieci anni, gli Apy Ka’y hanno vissuto accampati ai margini di un’autostrada, fino a che nel 2013, guidati dalla leader Damiana Cavanha, hanno rioccupato una piccola parte delle loro terre ancestrali. Alcune settimane fa, tuttavia, un giudice ha riconosciuto ad un proprietario terriero la facoltà di emettere un’ordinanza di sfratto contro di loro. nonostante gli appelli dei Guaranì e dei loro sostenitori in Brasile e nel mondo, lo sfratto è stato eseguito dalla polizia: le nove famiglie sono state allontanate con la forza e le loro abitazioni distrutte.

“Non lo accettiamo. Resterò qui, è un mio diritto. Abbiamo i nostri diritti” – è stata la reazione immediata di Damiana Cavanha, che ha sempre rivendicato il diritto della sua gente a vivere nelle proprie terre e ad autodeterminarsi - “Non sono solo i bianchi ad avere dei diritti, li hanno anche i Guarani Kaiowá e i popoli indigeni. Così tanti di noi sono morti, così tante persone sono state uccise dai sicari… Lasciateci stare qui, è la nostra Tekoha [terra ancestrale, ndr.]. Io ritornerò alla mia Tekoha.”

 “È una notizia terribile, ma purtroppo è anche una tragedia ricorrente per i Guaranì del Brasile” - ha commentato Stephen Corry, Direttore generale di Survival - “Non possiamo restare fermi ad assistere alla distruzione di un popolo intero. Se non sarà rispettato e garantito il loro diritto a vivere nelle loro terre, i Guaranì saranno distrutti.”

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Lo sfratto della tribù Apy Ka’y arriva poche settimane dopo la diffusione di un video che mostra un attacco estrememente violento ai danni della comunità di Tey’i Jusu: un’azione di cui vi avevamo dato notizia a suo tempo, e che ha causato la morte di un ventenne e il ferimento di diverse altre persone.

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I Guaranì vivono da tempo una vera e propria crisi umanitaria. Lo scorso aprile, Survival ha lanciato la campagna Fermiamo il genocidio in Brasile per portare la situazione degli indigeni brasiliani all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale in occasione delle imminenti Olimpiadi di Rio 2016: un modo per ricordare a tutti le persecuzioni subite quasi quotidianamente da intere comunità, la cui unica colpa è voler continuare ad abitare la propria terra e vivere secondo le proprie tradizioni.

Lisa Vagnozzi

Photo credits: Survival

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