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Uno strano gruppo di orango sabato mattina è partito dall'ammiraglia verde "Rainbow warrior" per raggiungere il porto di Genova. Ma non erano scimmie. Si tratta dell'ultimo blitz degli attivisti di Greenpeace, che a bordo di tre gommoni, si sono diretti verso la nave cisterna "Bunga Melati". Alla base della loro contestazione vi era il fatto che l'imbarcazione fosse "carica di biodiesel appartenente alla multinazionale Wilmar e ottenuto dall'olio di palma".

Al culmine dell'azione, gli attivisti hanno attaccato alla fiancata della nave, grazie ad un magnete, uno striscione che recava la scritta: "Taglia la CO2, non le foreste". Questa singolare denuncia di Greenpeace riguarda il fatto che la Bunga Melati e altre navi trasportano nel nostro paese alcuni prodotti che hanno origine dalla distruzione delle foreste torbiere dell'Indonesia, a favore delle coltivazioni industriali di palma da olio.

 

L'olio di palma, infatti, oltre che per la cioccolata, i saponi e la carta, pare sia utilizzato nella produzione di Biodiesel, che avrebbe quindi scatenato le ire degli attivisti. La domanda che si pongono e che pongono è questa: perché bruciare le foreste per produrre benzina verde?

Ovviamente, sottolineano sul sito, "non è la soluzione per combattere i cambiamenti climatici". A farne le spese, secondo Greenpeace, sono gli orango, che abitano le foreste indonesiane e che ormai si stanno estinguendo. Da qui l'originale travestimento degli "attivisti pirati".

Non è la prima volta che l'associazione si rivolge alle presunte irregolarià compiute dalla Wilmar. In precedente rapporto, pubblicato nel 2008, dal titolo "Come ti friggo il clima", erano state denunciate "un vasto numero di concessioni irregolari di Wilmar su aree di foresta pluviale e segnalato le sue irresponsabili pratiche incendiarie durante la stagione secca."

Secondo Greenpeace, occorrerebbe una moratoria per frenare la conversione delle foreste torbiere in piantagioni industriali di palma da olio, perché si tratterebbe di un vero e proprio crimine ambientale. Questo blitz si associa alla presenza nel porto di Genova della "Rainbow Warrior", il guerriero dell'arcobaleno, che ha indetto una crociata contro la scelta di introdurre energia nucleare in Italia. Durante il weekend, l'equipaggio internazionale di Greenpeaceè stato a disposizione die visitatori, che hanno così potuto firmare l'appello contro il nucleare. E da Greenpeace un ultimo appello sul tema:"Puntare sul nucleare farà perdere all'Italia tempo prezioso invece di puntare sulle vere energie pulite che in pochi anni possono contribuire a soddisfare il fabbisogno del Paese".

Francesca Mancuso

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