rio doce brasile samarco

La situazione in Brasile continua ad essere tragica. Il Governo inizia a pensare a come intervenire. Il presidente del Brasile Dilma Rousseff ha deciso di avviare una causa civile contro la società Samarco, responsabile del disastro ambientale che da un mese sta interessando il Rio Doce.

Verrà creato un fondo da 20 miliardi di dollari per il recupero del bacino del Rio Doce, inquinato dal fango tossico dopo il crollo di due dighe nella regione mineraria di Minas Geiras. Il fondo non sarà alimentato con i fondi pubblici. La Samarco e le sue due società madri, Vale e BHP, dovranno occuparsi di mettere a disposizione il denaro.

Finalmente sentiamo parlare di un intervento per cercare di arginare i danni ambientali in Brasile. Il Governo sta intervenendo in ritardo, a ben un mese dalla tragedia e dopo essere stato criticato dalle Nazioni Unite per la mancata attuazione di misure di emergenza.

Il piano d’azione è stato suddiviso in quattro fasi:

1) Contenimento dei danni ambientali per fermare la diffusione del fango tossico.
2) Interventi per la riduzione dei danni.
3) Rivitalizzare l’ecosistema del bacino del Rio Doce.
4) Risarcire le persone colpite dalla tragedia.

Si prevede che le condizioni di base del Rio Doce vengano ripristinate in dieci anni, ma il bacino sarà completamente recuperato soltanto dopo 25 anni. Secondo il ministro dell’Ambiente brasiliano Izabella Teixeira, il fondo da 20 miliardi di dollari faciliterà il rispetto di queste scadenze.

Ben 50 tonnellate di fango tossico stanno attraversando il percorso di 850 chilometri del Rio Doce e hanno ormai raggiunto il mare. Il fondo che Samarco dovrà mettere a disposizione sarà gestito per i prossimi dieci anni dalla Magistratura per il ripristino del Rio Doce.

La cifra potrà aumentare nel corso del tempo se non sarà sufficiente per riparare i danni. Se Samarco non dovesse collaborare, il Governo brasiliano si dichiara pronto a sequestrarne i beni.

Se tutto andrà secondo le previsioni, il denaro necessario per arginare i danni non arriverà da soldi pubblici e non sarà ottenuto attraverso il bilancio del Governo. La somma servirà per riportare in vita il bacino del Rio Doce, dalla valutazione dei danni alle azioni necessarie per la lotta all’inquinamento.

Inoltre, secondo il ministro dell’Ambiente brasiliano, Samarco potrebbe ritrovarsi a pagare multe per 250 milioni di dollari, per non aver risposto ai cinque avvisi di accertamento emessi nelle scorse settimane. BHP, società anglo-australiana casa madre di Samarco, ha dichiarato che valuterà i documenti relativi alla causa avviata dal Governo brasiliano. Ci chiediamo se l’azienda pagherà davvero per il grave disastro ambientale che ha provocato.

Marta Albè

Fonte foto: Uol Noticias

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