inquinamento italia

Lo smog uccide e purtroppo in Europa la maglia nera delle morti da inquinamento l’ha conquistata proprio il nostro paese. Lo sostiene un nuovo rapporto reso noto in questi giorni dall’Agenzia europea dell’Ambiente (Aea).

Secondo quanto riportato, l’inquinamento atmosferico sarebbe attualmente uno dei più gravi rischi per la salute un po’ in tutta Europa dove, a causa di questo fenomeno, si sono registrate oltre 430mila morti premature nel solo 2013. Lo smog, si legge, è in grado di ridurre l’aspettativa di vita in quanto contribuisce alla comparsa di gravi malattie: non solo problemi al sistema respiratorio ma anche cancro e patologie cardiocircolatorie.

La relazione dell’Aea “Air quality in Europe — 2015 report” ha voluto valutare l’esposizione della popolazione europea a diverse tipologie di inquinanti atmosferici utilizzando dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali sparse in tutta Europa. Si è potuto constatare così che nella maggior parte delle città la popolazione è esposta ad un quantitativo di inquinanti che supera la soglia di sicurezza stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Gli agenti inquinanti più problematici per la salute umana sono il particolato (PM), l'ozono a livello del suolo (O3) e il biossido di azoto (NO2) che hanno un effetto decisamente negativo anche sulla vita delle piante e degli ecosistemi.

I dati registrati sono davvero drammatici: nel 2013, l'87% della popolazione urbana in Europa è stata esposta a concentrazioni di PM2.5 che hanno superato il valore massimo stabilito per proteggere la salute. Il particolato può causare o aggravare le malattie cardiovascolari e polmonari, infarti, aritmie e può anche causare il cancro.

inquinamento europa

Per l’esposizione all'ozono, poi, la situazione è ancora più grave: nel 2013 il 98% della popolazione urbana dell’Ue è stata esposta a concentrazioni di O3 superiori al valore guida OMS. L’ozono danneggia anche le colture agricole, le foreste e le piante riducendo i tassi di crescita e i rendimenti.

Per quanto riguarda il biossido di azoto, invece, nel 2013 il 9% della popolazione urbana è stata esposta a concentrazioni di NO2 superiori agli standard OMS (nel 93% dei casi il superamento del limite si è verificato vicino alle strade).

Ma vediamo nello specifico la situazione italiana. Secondo i dati Aea nel nostro paese nel 2012 si sono registrati 59.500 decessi prematuri a causa del PM2.5, 3.300 per l’ozono (O3) e 21.600 per il biossido di azoto (NO2), naturalmente nella maggior parte dei casi si era verificata l’esposizione a tutti e tre gli inquinanti ed è per questo che le morti non possono essere sommate tra di loro. Nonostante ciò, i dati italiani sono i più tragici di tutta Europa ed è proprio il nostro paese al primo posto sul podio delle nazioni dove si muore di più a causa dell’inquinamento. In particolare è la Pianura Padana la zona più inquinata d’Europa, con una concentrazione media annua di 25 microgrammi per metro cubo d’aria.

La soglia più bassa raccomandata dall’OMS sarebbe in realtà in realtà di 10 microgrammi per metro cubo ma tante città italiane sono ben lontane da questo traguardo. Dunque molto a rischio anche Roma, Firenze, Napoli, Bologna e Cagliari.

Quando finalmente si metteranno in atto provvedimenti seri per arginare questa situazione?

Francesca Biagioli

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