Energethica_2010

eolico, fotovoltaico, biomasse, solare termico. Se ne parla sempre di più, e il momento è adatto alle fiere del settore, come Energethica 2010, Salone dell'Energia rinnovabile e sostenibile, che si è svolta a Genova lo scorso fine settimana. Noi di greenMe.it abbiamo fatto un salto nei padiglioni della Fiera di Genova e proviamo a riassumervi gli spunti più interessanti della kermesse, quest'anno giunta alla sua quinta edizione.

C'è la crisi, si punta sul "green"

Non c'è bisogno di essere dei geni dell'economia per comprendere la gravità del momento nel quale viviamo. Tuttavia, c'è sempre tempo per fare qualcosa. Questo "qualcosa" può essere interpretato in una doppia chiave: il numero degli espositori, e l'affluenza di pubblico. 350 stand e migliaia di visitatori possono far capire come, in questo periodo, l'eco sostenibilità venga vista come una risorsa sulla quale puntare senza mezzi termini. E questo viene dimostrato, in prima battuta, dall'area dedicata alle aziende.

Molte delle quali erano made in Italy: segno che la volontà di portare avanti un progetto eco friendly c'è.

Per chi vive in città? La parola d'ordine è "Sostenibilità"

Fra i convegni più interessanti che si sono svolti a Energethica, "Amministrare una città sostenibile", che segue il filone iniziato con il convegno delle città sostenibili svoltosi a Siviglia nel 2007.

La soluzione promossa nel convegno è la "Soluzione 55 %", vale a dire una quota del 55 per cento di detrazione nel caso di interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.

Riconversione e Green Economy

Fra gli stand più interessanti, abbiamo abbiamo avuto il piacere di conoscere da vicino Ferrania Solis, l'azienda costituita dalla volontà dei fratelli Messina di cui vi avevamo raccontato qualche settimana fa. Nata dalle ceneri della vecchia Ferrania, ha saputo riconvertirsi e, da storico stabilimento che produceva pellicole per fotografia, puntando sulla green economy, ha messo in piedi una fabbrica di pannelli solari andando così ad alimentare la filiera del fotovoltaico italiano.

La sostenibilità anche nei trasporti

Quanto costa muoversi? Secondo Riccardo Bozzo, Vice direttore del Dipartimento di Energia navale dell'Università di Genova, bisogna considerare "I costi originati dalle merci e dalle persone che si muovono ma che non vengono sostenuti dalla collettività". Quindi: non è facile stabilire quanto "pesino" a livello economico i gas serra, quanto pesa il tempo perso in coda, le spese sanitarie.

Secondo il rapporto annuale degli Amici della Terra, i "costi esterni" si aggirano sui 40 miliardi all'anno, dei quali 38 derivanti dalla mobilità su gomma.

Gli esempi per migliorare questa situazione ci sono, e sono stati evidenziati: dal no car village di Perast, in Montenegro (una località nella quale circolano solo veicoli a impatto zero e tutti in via di alimentazione tramite impianti fotovoltaici); allo sviluppo di una rete più capillare su rotaia in atto in Svizzera, fino al progetto "Soluzioni integrate per il trasporto e la distribuzione delle merci in città" ideato da Stefano Tarantino, un giovane ingegnere savonese.

Nel "piano", che ha ricevuto il Premio Energethica 2010, il trasporto delle merci viene attuato su casse mobili particolari, più piccole di quelle comunemente utilizzate, e sullo sviluppo di una riorganizzazione dei centri di interscambio al di fuori delle città.

Piergiorgio Pescarolo

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