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Emissioni di gas serra in calo nel nostro paese. Nel 2013, i livelli espressi in CO2 equivalente hanno fatto registrare una diminuzione del 6,7% rispetto all’anno precedente e del 16,1% rispetto all’anno base, il 1990. è quanto emerge dall'ultima analisi dell'Ispra, che ha reso noto l'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera dei gas serra per l'anno 2013.

Spiega l'Istituto che il cosiddetto ‘true-up period’ del Protocollo di Kyoto per il raggiungimento degli obblighi dei Paesi interessati si è appena concluso, ed è tempo di bilanci. L'Unione Europea e tutti i suoi Stati Membri, Italia inclusa, hanno raggiunto l’obiettivo stabilito per il periodo 2008-2012.

Ma in attesa del nuovo trattato che potrebbe essere definito a Parigi durante la COP21 per il post 2020, i Paesi che hanno aderito al secondo periodo di Kyoto devono sottostare a obblighi di riduzione per gli anni 2013-2020.

Per l'Unione Europea e l’Italia, gli obblighi prevedono una riduzione del 20% dei gas serra rispetto al 1990. L'inventario nazionale dell'Ispra fornisce quindi alcune informazioni utili relative al periodo di transizione.

Un po' di numeri. Tra il 1990 e il 2013 le emissioni di tutti i gas serra sono passate da 521 a 437 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Il calo è stato legato soprattutto alla riduzione delle emissioni di CO2, che assorbono l'82% del totale e risultano, nel 2013, inferiori del 17,4% rispetto al 1990.

Dal 2008 secondo l'Ispra stiamo assistendo a una riduzione delle emissioni sia per la contrazione dei consumi legata alla crisi che per l'aumento della produzione energia da fonti rinnovabili.

Non solo CO2. Metano (CH4) e protossido di azoto (N2O) sono rispettivamente pari a circa il 10,1% e 4,4% del totale e anch'essi sono in calo rispettivamente del -18.3% -29.6%). Gli altri gas serra, gas fluorurati quali idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC), trifluoruro di azoto (NF3) e esafluoruro di zolfo (SF6), hanno un peso complessivo sul totale delle emissioni che varia tra lo 0.01% e il 2.6%. Gli idrofluorocarburi sono in forte crescita, mentre le emissioni di perfluorocarburi sono in calo.

grafico Ispra

Chi genera più emissioni? Sono soprattutto la produzione di energia e i trasporti i settori a generare la maggiore quantità di gas serra, contribuendo alla metà di quelle nazionali.

Rispetto al 1990, le emissioni di gas serra del settore trasporti hanno addirittura subito un leggero aumento (0.2%), a causa dell’incremento della mobilità di merci e passeggeri. Per il trasporto su strada, le percorrenze complessive (veicoli x km) per le merci sono aumentate del 32%, e per il trasporto passeggeri del 15%.

Anche le industrie energetiche hanno il loro peso anche se rispetto al 1990, nel 2013 le emissioni sono diminuite del 21,9%, a fronte di un aumento della produzione di energia termoelettrica da 178.6 Terawattora (TWh) a 192.9 TWh, e dei consumi di energia elettrica da 218.7 TWh a 297.3 TWh.

In aumento però le emissioni energetiche del settore residenziale e dei servizi, aumentate del 9,4%. In calo del 42,0%q uelle dell'industria manifatturiera per via della sempre maggiore sostituzione dell’olio combustibile col gas naturale.

Ottimistici i dati preliminari dell'Italia relativi al 2014. Rispetto al 2013 le emissioni sono ancora in calo, con un totale di 417 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Francesca Mancuso

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