Il 2015 sarà l'anno più caldo di sempre: a ottobre nuovo record delle temperature

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Era prevedibile ma adesso è confermato: anche ottobre è stato un mese da record per le temperature globali. Quello appena trascorso infatti ha fatto registrare un caldo al di sopra della media del 20° secolo. A rivelarlo è stato l'ultimo rapporto mensile della National Oceanic and Atmospheric Administration.

Ormai non ci sono più dubbi. Il 2015 sarà l'anno più caldo di sempre. La temperatura media di ottobre quest'anno è in aumento di 0,86 Celsius al di sopra della media del 20° secolo, superando anche il record segnato nel 2014.

La temperatura media combinata di superfici terrestri e oceaniche per ottobre 2015 è stata la più alta se confrontata con quella dello stesso mese degli ultimi 136 anni. Ciò ha fatto sì che per il sesto mese consecutivo si superano i record mensili delle temperatura globale.

Dopo aver registrato l'inverno più caldo, il 2015 vanta 8 dei 10 mesi classificati come i più roventi mai registrati tra cui gli ultimi sei, secondo il Noaa. In linea con le analisi della Japan Meteorological Agency e la NASA, il Noaa ha rivelato che a ottobre, “la superficie terrestre del pianeta era molto più calda rispetto alla media”.

Anche la temperatura media della superficie del mare a ottobre è stata più alta di 0,85°C. Le temperature oceaniche hanno raggiunto i livelli più alti registrati anche a causa di El Niño.

Le aree territoriali di tutto il mondo sono state molto più calde rispetto alla media. Temperature più elevate in Sud America, America Centrale, Nord America occidentale, Africa, nella maggior parte dell'Eurasia e in Australia.

A rendere ancora più evidente la gravità della situazione è l'analisi dei dati di alcuni paesi in particolare. Ad esempio la Norvegia che a ottobre ha avuto un aumento delle temperature di 1,2 ° C al di sopra della media 1961-1990. Anche la capitale delle Isole Faroe, Torshavn, ha vissuto l'ottobre più caldo dal 1920, con 2° C in più.

“Il 2015 sarà di gran lunga l'anno più caldo mai registrato. Un dato quasi inquietante. Un salto notevole per i modelli dei cambiamenti climatici” ha spiegato Hans Joachim Schellnhuber, climatologo del CBE Potsdam Institute for Climate Impact Research e membro della Pontificia Accademia della Scienza, sottolineando che a tale esito contribuisce “direttamente l''evento del Niño”, un fenomeno climatico periodico che si verifica nell'Oceano Pacifico centrale in media ogni cinque anni.

Nel suo ntervenuto al XII Forum internazionale Greenaccord dell'Informazione ambientale, Schellnhuber ha spiegato che in una manciata di decenni, nell'era industriale, le concentrazioni di CO2 in atmosfera sono aumentate del 40%, da 280 a oltre 400 parti per milioni.

“Se le cose non verranno modificate, ci sarà un aumento della temperatura di oltre 5° entro fine secolo. E un tale aumento, ne sono più che convinto, porterà alla fine della nostra civiltà. Per di più, se dovessimo bruciare tutti i combustibili fossili disponibili nei giacimenti mondiali, il riscaldamento globale sarebbe di 8-10 °C”.

Prospettive non troppo incoraggianti, a pochi giorni dall'avvio della Cop21.

Francesca Mancuso

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