fango brasile

Il Brasile è stato colpito dal più grave disastro ambientale che il Paese abbia mai affrontato negli ultimi decenni. Nella regione di Minas Gerais, nel distretto di Bento Rodrigues, è in corso una tragedia umana e ambientale.

Le dighe di una miniera di ferro del Sud del Brasile sono crollate lo scorso 5 novembre mettendo in serio pericolo il bacino del Rio Doce a causa dello spargimento di residui tossici e sostanze inquinanti. E, notizia di oggi, anche altre dighe sarebbero a rischio rottura.

Negli ultimi giorni l’attenzione della stampa nazionale e internazionale si è concentrata sugli attacchi terroristici a Parigi. In pochi in Italia hanno seguito la situazione brasiliana. Dal 6 novembre, però, i nostri colleghi di GreenMe Brasile si stanno impegnando a monitorare la situazione e ora vogliamo fare il punto della vicenda per informare i nostri lettori italiani.

Dal Brasile apprendiamo che l’impresa coinvolta nel crollo delle dighe (la società Samarco) è stata multata per quanto accaduto, ma il denaro non basterà di certo per restituire le vite umane ormai perse. Al momento si contano 7 morti e 15 dispersi, ma i soccorritori sono ancora alla ricerca delle persone scomparse, che potrebbero essere rimaste intrappolate sotto il fango che ha raggiunto le abitazioni. Dunque il bilancio della tragedia non è ancora definitivo.

I soccorsi hanno dato il via all’Operazione Arca di Noè per salvare persone e animali travolti dal fango. I sedimenti arancioni rischiano di compromettere per sempre l'ecosistema del Rio Doce e ben 250 mila persone sono rimaste senza acqua potabile a disposizione.

Il fango, che contiene residui delle attività minerarie molto tossici, continua a invadere la regione di Minas Gerais e prosegue il proprio percorso mettendo a rischio un intero ecosistema.

Per arginare il pericolo sono in corso delle misure d’emergenza. Le popolazioni indigene rivorrebbero indietro il loro fiume, mentre nel frattempo persiste il rischio di nuovi crolli e non è dato sapere fino a che punto arriverà il fango. È inoltre partita una richiesta per lo svolgimento di un’indagine indipendente con una campagna di crowdfunding.

La speranza è che la società coinvolta nel disastro possa almeno risarcire i danni e che il denaro venga utilizzato per il ripristino ambientale. La priorità è il recupero della copertura forestale del bacino del Rio Doce. 

fango brasile 1

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La nostra Daia Florios, direttore di GreenMe Brasile, ci spiega: “Dopo il crollo delle dighe non è ancora possibile stimare le conseguenze del disastro in termini ambientali, dato che l’entità dei danni si potrà verificare soltanto nel corso del tempo. La situazione può mettere a rischio anche le riserve ambientali marine”.

Grazie ai nostri colleghi continueremo a seguire la situazione in Brasile con informazioni dirette e vi terremo aggiornati sul disastro ambientale che ha già messo in pericolo vite umane, animali e ecosistema.

Marta Albè

Fonte foto: GreenMe Brasile

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