Naraha

Dopo oltre 4 anni dal terribile disastro nucleare di Fukushima, in Giappone, gli abitanti di Naraha possono finalmente tornare a casa. Sabato il governo ha revocato l'ordine di evacuazione disposto all'indomani del terremoto e dello tsunami che portarono a uno degli incidenti nucleari più drammatici della storia.

Naraha si trova circa 20 chilometri a sud della centrale ma secondo le autorità giapponesi le condizioni di sicurezza per far rientrare la popolazione nel piccolo centro della prefettura di Fukushima ci sono. Il governo centrale ha spiegato che a Naraha i livelli di radioattività sono scesi a livelli ritenuti sicuri dopo gli sforzi di decontaminazione.

Naraha è la prima città, tra i sette comuni evacuati, ad ottenere l'ordine di rientro. Secondo un sondaggio del governo, tuttavia, il 53 per cento degli sfollati di Naraha ha detto di non essere del tutto pronto a ritornare a casa in modo permanente. C'è ancora molta paura e altrettanta indecisione tra chi ha vissuto il dramma del terremoto e le sue conseguenze.

Una parte della popolazione ha preferito trasferirsi definitivamente altrove a causa del timore della presenza di radiazioni.

Ma a Naraha non fila tutto liscio come prima. La città rappresenta un banco di prova e i residenti oltre alle preoccupazioni per la salute dovranno vedersela anche con la mancanza di infrastrutture. Parte della linea ferroviaria nazionale è ancora fuori servizio e i binari sono ricoperti di erba. Alcune case rischiano addirittura il crollo.

Solo circa 100 su 2.600 le famiglie tornate da un periodo di prova che ha avuto inizio nel mese di aprile. L'anno scorso, il governo aveva già revocato gli ordini di evacuazione per le parti di due città vicine, ma è tornato a casa solo la metà degli ex residenti.

Il sindaco di Naraha Yukiei Matsumoto ha detto che si tratta di una tappa importante:

“Il nostro orologio ha iniziato di nuovo a muoversi. La revoca del provvedimento di evacuazione è un passo fondamentale, ma questo è solo l'inizio”.

Matsumoto spera che Naraha possa essere da esempio anche per i paesi vicini.

Circa 100.000 persone provenienti da circa 10 comuni intorno all'impianto distrutto ancora non possono tornare a casa. Il governo spera di revocare tutti gli ordini di evacuazione entro marzo 2017, ad eccezione dell zone contaminate più vicine alla centrale. Un pianto criticato da molti e considerato un tentativo di mostrare il recupero di Fukushima in vista delle Olimpiadi di Tokyo del 2020.

Secondo Matsumoto, la paura delle radiazioni è ancora vivida nella memoria e Naraha avrà ancora una lunga strada da fare. La città fino a ottobre sarà senza ambulatorio medico. Il nuovo ospedale non sarà pronto prima di febbraio.

Francesca Mancuso

Foto: TheIndipendent

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