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Una Terra, una famiglia umana”. Un cammino dedicato alla lotta ai cambiamenti climatici, partito ieri a Roma da Piazza Farnese e conclusosi a Piazza San Pietro. Un cordone di persone di persone: religiosi, laici, associazioni e semplici cittadini tutti accomunati da un pensiero: invitare i grandi della Terra all'azione trasformando in realtà quanto scritto da Papa Francesco nella sua Enciclica sull'ambiente. E invitare anche il Vaticano a disinvestire dalle fossili.

Alla fine di quest'anno infatti avrà luogo il 21simo vertice Onu sui cambiamenti climatici, durante il quale i leader politici dovranno trovare una soluzione per contenere entro i 2°C l'aumento globale delle temperature.

Per questo Papa Francesco ha posto l'accento sulle tematiche ambientali invitando ad agire immediatamente contro i cambiamenti climatici. Parlando di cambiamenti il pontefice ha fatto un altro passo avanti. Nei giorni scorsi infatti il Vaticano ha invitato la celebre radicale laica Naomi Klein, attivista canadese per il sociale, a discutere di economia e clima insieme al cardinale Peter Turkson durante una conferenza.

“Il fatto che mi abbiano invitata indica che non si stanno tirando indietro dalla lottaha detto Klein, convinta che essendo leader di 1,2 miliardi di cattolici il Papa ha la capacità unica di unire gli attivisti che lottano per un obiettivo comune: “La visione olistica dell'enciclica dovrebbe essere un catalizzatore per riunire le crisi economiche e climatiche, invece di trattarle separatamente"

Tantissime le persone che ieri hanno partecipato alla marcia, a dimostrazione del fatto che a prescindere dal credo religioso e dalla provenienza, la tutela dell'ambiente e l'urgenza dell'azione siano comuni a tutti. A sottolinearlo anche Attilio Ascani, direttore di FOCSIV – Volontari nel mondo, che ha organizzato la marcia “Una Terra, una famiglia umana”:

“Lottare per la giustizia climatica è un compito fondamentale per tutti noi, allo stesso modo che scavare pozzi in Africa. Se vogliamo che quei pozzi continuino a dare acqua per le generazioni presente e future dobbiamo occuparci anche e soprattutto dei cambiamenti climatici del Pianeta.”

“Non è più dunque solo il mondo della scienza a sottolineare l'urgenza di abbandonare i combustibili fossili. Speriamo che ora i governi aprano il cuore alla profondità del messaggio del Papa e agiscano come è loro compito fare. La conferenza sul clima di dicembre è un momento importante che non va sprecato” hanno detto Greenpeace, Legambiente e WWF.

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Sulla stessa linea anche la Coalizione Italiana Parigi 2015, secondo cui

“Al di là del credo di ognuno, non può che accogliere con gratitudine il monito del Papa sull’ambiente bene comune e sulla necessaria responsabilità di tutti nel salvaguardarlo. A pochi mesi dalla Conferenza sul Clima di Parigi in cui si dovranno fissare nuovi limiti di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e nuovi impegni vincolanti per gli Stati, l’intervento di Papa Bergoglio è un importante richiamo a una maggiore responsabilità dei governi e della leadership mondiale”.

Dalla marcia di ieri è emerso un altro invito importante. Quello al disinvestimento dalle fossili. E questa volta è stato inviato direttamente al Vaticano. Il messaggio, indirizzato a Papa Francesco recita:

“Vi invitiamo ad impiegare l’importanza della Vostra carica per dare un esempio al mondo intero. Vi sollecitiamo a cessare tutti gli investimenti della Banca Vaticana nell’industria dei combustibili fossili.”

350.org, con il supporto dell'associazione partner Italian Climate Network ha lanciato una petizione portando ieri in piazza il messaggio “The Earth and the Poor are crying out for Divestment”, “La Terra e i Poveri chiedono di disinvestire”.

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“Con l'attenzione di 1,2 miliardi di cattolici e il rispetto di cristiani e non, Papa Francesco è nella posizione di aggiungere sia la sua voce che la sua forza morale al movimento del disinvestimento. Il Papa capisce bene la minaccia del cambiamento climatico. Capisce l'imperativo morale di prendersi cura della creazione. Capisce che se non facciamo nulla, l’impatto dei cambiamenti climatici sarà orribile, e colpirà specialmente le persone più povere e più vulnerabili nel mondo. Lui capisce bene che gli esseri umani hanno la responsabilità di custodire il pianeta – e noi stessi. Chiediamo a Papa Francesco di inserire il disinvestimento nelle sue argomentazioni morali” si legge nella petizione.

La Chiesa invita all'azione i grandi della Terra, e la popolazione invita la Chiesa a fare lo stesso, dicendo addio alle inquinanti fonti fossili.

Per firmare la petizione clicca qui

Francesca Mancuso

Foto: Flickr e Greenpeace

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