climacoalizione

Scrivere una nuova pagina italiana della lotta al clima, stabilendo anche le strategie e le tappe per la riduzione dei gas serra. È questo l'invito della Coalizione italiana Parigi 2015, per rimettere il nostro paese sulla giusta strada e colmare i ritardi nelle politiche di adattamento. Se ne parlerà in occasione degli Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio, convocati dal governo Renzi per lunedì 22 giugno.

La speranza della colazione, formata da associazioni e fondazioni, è che questo nuovo appuntamento possa incanalare l'azione italiana verso una reale transizione energetica, basata su rinnovabili ed efficienza ma anche sull'economia circolare che valorizza i territori e sulla riduzione del rischio idrogeologico.

Una vera e propria inversione di rotta se si considera che il Governo Renzi negli ultimi 16 mesi si è mosso in tutt'altra direzione, favorendo le trivellazioni e contrastando la diffusione delle rinnovabilii.

Gli stati generali devono essere l'avvio di un nuovo percorso per traghettare l'Italia oltre la crisi e verso un economia “low carbon” che valorizzi e crei occupazione nei territori. Proprio in questa direzione deve andare il ruolo che l'Italia dovrà svolgere nell'Unione europea alla Conferenza sul clima di Parigi, per raggiungere un accordo che permetta al mondo di agire insieme, di agire in fretta, di agire in modo efficace ed equo” spiega la Coalizione, che ha anche fornito la “ricetta”, i 5 punti su cui deve impegnarsi il governo italiano per salvare il clima:

1. Approvare una strategia per il clima prima della Conferenza di Parigi

Il tempo stringe. Tra poco più di cinque mesi, i grandi della Terra saranno chiamati a rispondere a questa domanda. E il nostro paese deve avere una strategia che fissi gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra.

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2. Azioni concrete verso un'economia low carbon

Che fare? Cosa cambiare? Secondo la Coalizione bisogna intervenire in tutti i settori, dall'edilizia all'industria, dall'agricoltura ai trasporti, con l'obiettivo di idurre i consumi energetici e le emissioni, aiutando sia le famiglie che le imprese.

Come? Attraverso politiche a favore delle rinnovabili verso la grid parity e la generazione distribuita. Il primo passo sarebbe la revisione della bozza di decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, che così concepita non aiuterà le energie pulite.

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3. Stop ai sussidi alle fonti fossili e alle trivellazioni

Via gli aiuti di stato. Del primo accordo sul clima raggiunto nei giorni scorsi durante il G7 in Germania, fa parte anche la cancellazione di tutti i sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili come quelli che ancora esistono in Italia e che gravano sulle bollette elettriche.

Occorre anche cambiare rotta ed evitare di dare il via libera alle trivellazioni petrolifere, in Italia e nel Mediterraneo.

Per approfondire: G7, accordo sul clima raggiunto: mantenere l'aumento delle temperature entro i 2 gradi

4. Adattamento del territorio ai cambiamenti climatici

Un'Italia più sicura, con politiche di rafforzamento della resilienza dei territori rispetto ai fenomeni meteorologici estremi ma anche avviare i progetti contro il dissesto idrogeologico.

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5. Sviluppo sostenibile a partire dal Mediterraneo

L'Italia dovrebbe partecipare al finanziamento del Fondo Verde per il clima con fondi addizionali attraverso progetti di cooperazione. L'obiettivo? Aiutare territori e comunità in progetti di fonti rinnovabili e di adattamento delle città e delle aree agricole ai cambiamenti climatici.

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Francesca Mancuso

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