fontifossilifmi

Le sovvenzioni a favore delle fonti fossili nel 2015 sono state superiori alla spesa sanitaria totale di tutti i governi del mondo. Una cifra scioccante, pari a 5,3 trilioni di dollari pari al 6,5 per cento del PIL mondiale. Due anni fa, nel 2013 erano 4,9 trilioni. Si parla di 10 milioni di dollari di sussidi al minuto.

Un bel salto in avanti. Tutto questo accade mentre si parla di trovare soluzioni per salvare il clima e mentre si attende la conferenza delle Nazioni Unite di Parigi, alla fine di quest'anno.

A rivelare le amare cifre è stato uno studio del Fondo Monetario Internazionale, dal titolo “How Large Are Global Energy Subsidies?”, secondo cui a favore di petrolio e carbone si spende più denaro di quello destinato alla salute.

La vasta somma è in gran parte dovuta a chi inquina non pagando le imposte ai governi, legate alla combustione di carbone, petrolio e gas. Questi includono il danno causato alle popolazioni locali per l'inquinamento atmosferico, nonché alle persone colpite da eventi estremi come inondazioni, siccità e tempeste, strettamente legate ai cambiamenti climatici.

Per approfondire: Tsunami e terremoti, colpa della deforestazione. I disastri in una mappa

Sono soprattutto gli Usa a sovvenzionare le più grandi aziende di combustibili fossili del mondo. Secondo Nicholas Stern, economista della London School of Economics “questa analisi è molto importante e frantuma il mito che i combustibili fossili siano a buon mercato, mostrando quanto siano enormi i loro costi reali. Non vi è alcuna giustificazione per questi enormi sussidi a favore dei combustibili fossili, che distorcono i mercati e danneggiano le economie, soprattutto nei paesi più poveri”.

Secondo Stern, le già terribili cifre del Fondo Monetario Internazionale (FMI) sarebbero state addirittura sottostimate.

fmi fossili

Secondo il FMI, la fine dei sussidi per i combustibili fossili consentirebbe di ridurre le emissioni globali di carbonio del 20%. Un passo da gigante nella lotta contro il riscaldamento globale. Senza contare che mettere una pietra sopra i sussidi permetterebbe anche di dimezzare il numero di morti premature dovute all'inquinamento atmosferico, risparmiando circa 1,6 milioni di vite ogni anno.

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E le rinnovabili? Se si aiutano in modo massiccio le fonti fossili, per le energie pulite arriveranno tempi duri. Anche le già limitate sovvenzioni a loro favore - 120 miliardi di dollari all'anno – rischiano di sparire.

E in Italia? Qualche anno fa è stata Legambiente a togliere il coperchio sulla situazione italiana, scoprendo che ogni anno i contribuenti passano involontariamente 12 miliardi di euro alle fonti fossili sotto forma sussidi. Ma, a differenza dei 12 miliardi chiaramente forniti alle rinnovabili, si tratta di sussidi nascosti. Si tratta di 4,4 miliardi di sussidi diretti distribuiti ad autotrasportatori, centrali da fonti fossili e imprese energivore, e di 7,7 miliardi di sussidi indiretti tra finanziamenti per nuove strade e autostrade, sconti e regali per le trivellazioni, per un totale di 12,1 miliardi di euro.

Una cifra che parla da sola se, stando al dossier dell'associazione, nel mondo, ogni anno, carbone, petrolio e gas ricevono 544 miliardi di dollari.

Dire addio alle fossili, smettendo di favorirne la diffusione. Anche l'Onu qualche mese fa si è mossa su questo fronte, avviando una campagna di disinvestimento.

Ma la strada è davvero in salita, più di quanto possiamo immaginare.

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Francesca Mancuso

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