teliartico

Ricoprire il Mar Glaciale Artico con enormi teli bianchi, in modo tale da far riflettere i raggi solari e ridurre lo scioglimento dei ghiacciai. Questa idea, pensata per contrastare uno degli effetti dei cambiamenti climatici, in realtà sarebbe un fallimento, come ha rivelato un nuovo studio. invece di concentrare tutti gli sforzi per limitare l'innalzamento delle temperature, si sta pensando a come porvi rimedio in futuro.

Lo scioglimento dei ghiacciai, provocato dai cambiamenti climatici, a sua volta contribuisce all'aumento delle temperature per via dell'emissione di metano. Il metano infatti è “intrappolato” sotto il ghiaccio, e lo scioglimento ne provoca la liberazione. Da qui nasce l'idea di “imbiancare” artificialmente il Mar Glaciale Artico. Come? Si va dai teli a chicchi o alle microbolle galleggianti.

Ma il nuovo studio condotto presso la Carnegie Institution di Washington, pensa che questa soluzione sarà tutt'altro che efficace. Come risponderebbe il clima artico all'introduzione di metodi artificiali di sbiancamento del mare? Se da una parte è vero che il ghiaccio marino si riformerebbe, dall'altra il riscaldamento globale della regione continuerebbe a persistere, causando comunque lo scioglimento del permafrost.

Secondo l'analisi effettuata con alcuni modelli informatici, per ogni km quadrato imbiancato verrebbero recuperati tre quarti di km quadrato di ghiaccio, ma ciò “non si tradurrebbe in un sostanziale raffreddamento” in grado di conservare il permafrost e impedire il rilascio di metano.

In poche parole, i nostri risultati indicano che lo sbiancamento della superficie del Mar Glaciale Artico, non sarebbe uno strumento efficace per compensare gli effetti del cambiamento climatico causato da gas a effetto serra nell'atmosfera”, ha detto Kenneth Caldeira, ricercatore della Carnegie Institution di Washington DC. Secondo lo scienziato, anche se si trovasse un modo tecnicamente fattibile per farlo, le conseguenze negative della riduzione della quantità di luce solare per gli ecosistemi marini potrebbero essere enormi.

Da tempo la geoingegneria cerca soluzioni (alcune piuttosto discutibili) per tentare di arginare i danni. E molto spesso, il rimedio sembra peggiore del male, al punto da far temere che le soluzioni possano diventare un'arma. Ma intanto i ghiacciai dell'Artico continuano a sciogliersi. E al momento queste soluzioni non sembrano essere poi così sicure.

Tutti gli occhi, sono puntati su Parigi dove a dicembre si svolgerà la conferenza delle Nazioni Unite. Lì, i grandi della Terra dovranno decidere cosa fare realmente per limitare l'aumento delle temperature a 2°C.

Inutile dire che prevenire sarebbe davvero la migliore soluzione.

Francesca Mancuso

Foto: The indipendent

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