Lima-cop20

Lima 2014, si alza il sipario sui cambiamenti climatici. Da oggi al via nella città del Perù la Cop20, la 20esima sessione della Conferenza delle Parti dell'ONU. Fino al 12 di dicembre, per due settimane, i grandi della Terra dovranno guardare in faccia il problema del clima, o meglio i problemi, esaminando le soluzioni e cercando di renderle il più possibile condivisibili. Al via anche la Cop10, la conferenza della Parti sul protocollo di Kyoto.

Ad ospitare la conferenza Onu sui cambiamenti climatici è il Quartier Generale dell'Esercito di Lima. Qui i governo dovranno gettare le basi per un nuovo accordo sui cambiamenti climatici efficace e universale in vista di di Parigi2015, cercando soluzioni immediate per arginare i danni, in vigore dal 2020.

Il gruppo intergovernativo dell'ONU sui cambiamenti climatici quest'anno ha messo in guardia contro l'aumento del livello dei mari, le tempeste e siccità provocate dalle emissioni di gas a effetto serra non controllati, e ha evidenziato le molte opportunità per contrastarli.

Proprio la scorsa settimana, l'Unep ha sottolineato la necessità di ridurre le emissioni globali entro il decennio per poter sperare di ottenere risultati a lungo termine:

Mai prima d'ora i rischi del cambiamento climatico stati così evidenti e gli impatti così visibili. Mai prima d'ora abbiamo visto un tale desiderio a tutti i livelli della società di agire per il clima. Mai prima d'ora la società aveva tutte le politiche e le risorse tecnologiche intelligenti per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e favorire la resilienza. Tutto questo significa che possiamo essere fiduciosi che avremo una riunione produttiva a Lima, che porterà ad un risultato efficace a Parigi il prossimo anno” ha detto Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione delle Nazioni Unite sul clima.

A Lima, i governi dovranno definire la portata e il tipo di contributo che forniranno alla convenzione di Parigi. Nel corso del 2014, i governi hanno capito che occorrono azioni concrete e imminenti per ridurre le emissioni, dalle energie rinnovabili alle smart city. E a Lima i paesi dovranno decidere come mantenere e accelerare la cooperazione sui cambiamenti climatici, discorso già avviato a New York a settembre, in occasione del Climate Summit 2014.

Ma ecco, riassunti, i 7 punti di cui si parlerà in Perù durante le prossime due settimane:

Accelerare la ratifica dell'emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto

I paesi che hanno sottoscritto il Protocollo di Kyoto hanno un'ulteriore opportunità di contribuire alla riduzione delle emissioni ambiziose prima del 2020. L'emendamento di Doha del protocollo di Kyoto deve essere ratificato dai paesi prima che possa entrare in vigore. Il processo di ratifica deve essere accelerato e devono essere adottate regole contabili chiare a Lima in modo che la modifica entri in vigore entro la riunione di Parigi.

Fornire trasparenza dell'azionedei paesi sviluppati

Per la prima volta 17 paesi saranno sottoposti a “valutazione multilaterale” dell'azione svolta per ridurre le emissioni.

Costruire la resilienza ai cambiamenti climatici

A Lima, si dovranno stabilire le modalità dei piani nazionali di adattamento dei paesi in via di sviluppo, il modo in cui saranno finanziati e trasformati, in chiave sostenibile.

Finanziare la risposta al cambiamento climatico

I governi lavoreranno per scalare e coordinare la consegna dei finanziamenti per il clima e dei vari fondi esistenti. Uno dei target riguarderà l'individuazione di modalità per accelerare finanziamenti per l'adattamento ai cambiamenti climatici.

Foreste

I paesi riuniti a Lima dovranno impegnarsi a trovare una soluzione contro la deforestazione. Diversi paesi in via di sviluppo sono tenuti a presentare informazioni che consentano loro di ottenere finanziamenti per la protezione delle foreste.

Fornire tecnologie ai paesi in via di sviluppo

L'incontro di Lima potrebbe rendere pienamente operativo il Technology Mechanism, ed in particolare il Climate Technology Centre and Network.

Carbon market e loro aumento

I governi riuniti a Lima saranno tenuti a chiarire il ruolo dei mercati del carbonio nell'accordo globale del 2015 e impostare un programma di lavoro per il prossimo anno al fine di progettare e rendere operativi nuovi meccanismi di mercato.

I commenti

Cogliendo l’opportunità del Semestre di Presidenza, chiediamo all’Italia di assumere un ruolo di leadership all’interno dell’UE, spingendo per un accordo ambizioso e vincolante, capace di arrestare le conseguenze più drammatiche del riscaldamento globale.’’, ha commentato Veronica Caciagli, Presidente di Italian Climate Network, aggiungendo: “E’ ora di prendere coscienza che l’Italia è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici: basti pensare alle alluvioni, che purtroppo interessano ormai regolarmente il nostro Paese, con danni ingenti a persone e all’economia, e le crisi in agricoltura, come il recente attacco della mosca olearia che, grazie a un clima estivo mite e con abbondanti precipitazioni, ha prodotto un raccolto di olio d’oliva disastroso, ai minimi termini da oltre 50 anni. Questi sono solo due esempi, due campanelli di allarme dei maggiori e inaccettabili rischi futuri.”

"Non si possono più commettere errori o perdere ulteriore tempo prezioso. La COP20 è una cartina di tornasole per la volontà politica di raggiungere un accordo mondiale ambizioso ed equo sul cambiamento climatico dopo che sia la comunità scientifica che centinaia di migliaia di cittadini in tutto il mondo hanno sottolineato la necessità di agire presto e in modo efficace ", ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia che seguirà a Lima i negoziati. "Le conseguenze dell'inazione sarebbero tremende, le alternative ai combustibili fossili stanno già dimostrando tutte le loro potenzialità: dire che la sfida è difficile non è più una scusa valida. Abbiamo solo un anno di tempo prima del Summit di Parigi. C’è stato un buon avvio con le ‘offerte iniziali’ da parte di Cina, Stati Uniti e Unione europea, che si sono tutti impegnati a ridurre le emissioni. Gli impegni finanziari assunti da un certo numero di paesi all'inizio di questo mese costituisce un altro necessario impulso politico ai negoziati”.

A Lima vedremo se i governi hanno recepito veramente il messaggio chiaro e forte che viene dai cittadini e dal mondo scientifico e se finalmente passeranno dalle parole all’azione. Sembrano esserci le condizioni affinché superino le incomprensioni del passato e definiscano una prima bozza del nuovo accordo, in modo da avere tutto il prossimo anno per concordare nei dettagli il testo finale da sottoscrivere a Parigi” ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente. "Purtroppo come evidenzia il recente “Emission Gap Report” dell’UNEP, gli impegni di riduzione delle emissioni al 2020 assunti finora sono insufficienti - si stima un gap di circa 10 Gt - a garantire il rispetto a costi accettabili della soglia critica dei 2°C. Bisogna adottare subito, a Lima, un piano d’azione per colmare il divario fondato sullo sviluppo delle rinnovabili e l’efficienza energetica, altrimenti più tarderemo a ridurre le emissioni, più alti saranno i costi che dovremo sopportare in futuro".

E proprio ieri alla vigilia dell'apertura del summit sul clima con un'azione spettacolare sul Machu Picchu anche Greenpeace ha voluto dire ai grandi della terra no alle fossili e si al sole in 6 lingue differenti .

Con la speranza che come tutti gli anni non si raggiungano accordi zoppi e solo di facciata.

Qui tutti gli aggiornamenti Twitter:

Francesca Mancuso

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