re del latte

Arrestato il Re del latte. Giuseppe Gravante è stato sottoposto a un ordine di custodia cautelare per reati connessi a smaltimento illecito dei rifiuti e estorsione. Nei suoi confronti è intervenuto il Corpo Forestale dello Stato di Caserta, che ha eseguito quanto disposto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

L'uomo è responsabile di alcune note società del casertano che operano nel settore zootecnico e agroalimentare. Si ipotizza che sotto minaccia di licenziamento costringesse i propri dipendenti a sversare gli escrementi e i rifiuti liquidi provenienti dagli allevamenti direttamente nel Volturno.

I possibili reati riguardano anche i rifiuti solidi, che sarebbero stati bruciati e smaltiti nascondendoli nei terreni della propria azienda, con particolare riferimento alla produzione del latte a marchio Foreste Molisane.

Si parla di ben 20 anni di rifiuti sversati illegalmente nel Volturno. Infatti Gravante avrebbe iniziato a costringere i dipendenti a smaltire nel fiume gli escrementi provenienti dal suo allevamento bovino di quasi 3500 capi fin dal 1994. Tale pratica avrebbe prodotto ogni giorno un inquinamento pari ad una città di 24 mila persone, secondo i dati diffusi dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

L'inchiesta ha avuto inizio grazie a un ex dipendente che si è autodenunciato poiché pentito di aver eseguito quanto richiesto da Gravante. Il Re del latte del casertano e impiegato nel settore zootecnico da oltre 40 anni. È proprietario di diversi allevamenti e di uno stablimento di imbottigliamento del latte a marchio Foreste Molisane.

Gravante non è più titolare del marchio Latte Matese, che aveva fondato e che ha poi ceduto nel 1984, mentre è tuttora proprietario di Foreste Molisane, come ha precisato Raffaella Capasso, procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere. L'attuale azienda che produce il Latte Matese non è in alcun modo coinvolta nell'inchiesta.

Per quanto riguarda lo sversamento dei rifiuti, è stato realizzato un vero e proprio sistema di pompe idrauliche per conferire illegalmente nel Volturno non soltanto gli escrementi degli animali da allevamento, ma anche i reflui delle sale di mungitura e le acque di lavaggio delle stalle, che contenevano detergenti ed acidi fortemente tossici.

Un aspetto in più dell'impatto negativo degli allevamenti sull'ambiente. Inoltre, secondo quanto dichiarato dal dipendente pentito, il latte scaduto veniva mischiato con quello in lavorazione per essere così rimesso in commercio. Danni gravissimi, dunque, sia per l'ambiente che per i consumatori. Verrà fatta giustizia?

Marta Albè

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