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Il 2014 batte un ennesimo record. Settembre di quest'anno è stato il più caldo di sempre. Lo rivelano i dati registrati dalla Nasa. Ma non è solo questo il dato inquietante.

Gli ultimi sei mesi del 2014 sono risultati tra i più torridi di sempre. Già aprile scorso si è registrato come il più caldo in assoluto e con concentrazioni di anidride carbonica sono state pari a 400 parti per milione. Una simile concentrazione di CO2 nei database di rilevazione scientifica risulta esserci stata ben 800.000 anni fa o forse anche prima. Anche maggio e giugno hanno raggiunto il record di temperatura insieme con agosto. Sono notizie impressionanti.

Gli scienziati sono concordi nel sostenere che ad influenzare le temperature quest'anno sia la presenza del fenomeno El Nino che sta contribuendo a innescare un massiccio rilascio di calore dall'area tropicale dell'Oceano Pacifico. Potrebbe perdurare anche nel 2015, aumentando così le misurazioni mensili e stagionali.

Da una recente ricerca risulterebbe che il nostro Pianeta sia il più caldo rispetto ad almeno 4000 anni fa e che "senza accorgecene" la civiltà umana stia esplorando fronti di temperatura più alte mai conosciute prima. Tutto questo calore viene in qualche modo immagazzinato nelle acque degli oceani e avrà ripercussioni sia nel breve che nel lungo termine.

I dati relativi agli ultimi sei mesi, tuttavia, tendono ad aggiungersi ad altri che confermano come il riscaldamento globale in realtà non si sia mai fermato, anche se ci sono state tendenze ad un rallentamento registrate a livello locale o regionale. Questi dati però non possono portare ad affermare (come molti hanno ipotizzato) che ci sia stato un vero e proprio momento di "pausa".

Quest'idea è preziosa, più che altro, per quel ramo di scienziati più scettici sul Riscaldamento Globale. In realtà i modelli matematici e l'intersecarsi dei numerosissimi studi scientifici confermano che ci sia stato effettivamente un "rallentamento" ma poco rilevante.

In ogni caso le dinamiche alterate del clima negli ultimi 15 anni hanno continuato a perdurare. In particolare sono le latitudini più settentrionali che si stanno riscaldando più velocemente, in media, rispetto alle altre aree della Terra.

Nel complesso il pianeta si sta riscaldando 2,5 volte più veloce dal 1997.

In un modo o nell'altro le ripercussioni del Riscaldamento Globale si fanno sentire sotto forma di tutti quei cambiamenti climatici stagionali che vanno a minare sicurezza, economia e ambiente. Sia chiaro che la causa scatenante resta sempre l'uomo. I numerosi studi scientifici e le scoperte aumentano di sicuro il nostro bagaglio di conoscenze e la consapevolezza del problema, dall'altro lato però causano allarmismi e confusione nell'accavallarsi delle affermazioni.

La sostanza è che più ne sappiamo meglio è, ma le oscillazioni più evidenti e i dati certi possono trovare conferma solo su intervalli di tempo pari a secoli, se non a vere e proprie ere geologiche.

Resta perciò forte l'urgenza di fare qualcosa per cambiare direzione ora e dare così respiro al nostro Pianeta.

Cristiana Priore

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