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Al Giglio ormai restano solo il cantiere e la piattaforma sottomarina. La Concordia, quell'enorme relitto adagiato da oltre due anni e mezzo sugli scogli dell'isola, è ormai diretta verso Genova per il suo ultimo viaggio verso il luogo in cui verrà smantellata.

Delicata e complessa l'operazione di trasferimento della nave, che sta attraversando il Santuario dei Cetacei, un tratto di mare protetto e di alto valore naturalistico. Per questo, Legambiente e Greenpeace, a bordo della Maria Teresa, la barca messa a disposizione dalla Fondazione Exodus, stanno seguendo ininterrottamente il viaggio, per vigilare affinchè l'operazione avvenga in modo sicuro e senza sversamenti.

Nei serbatoi della nave si trovano, infatti, ancora grandi quantità di idrocarburi e altre sostanze dannose in grado di minacciare l'ecosistema marino. Per seguire tutti gli aggiornamenti gli hashtag da seguire su Twitter sono #SorvegliataSpeciale e #Costatitengodocchio.

Il relitto della nave ha iniziato a muoversi attorno alle 11, accompagnato dalle sirene della navi in mare, dal'applauso delle persone che si erano raccolta sul molo e dalle dirette delle televisoni di tutto il mondo. Le operazioni preparatorie erano iniziate alle 6 di questa mattina, quando è stato effettuato lo scollegamento dei cavi di ancoraggio e l’ultimazione dei collegamenti ai rimorchiatori di prua – Blizzard e Resolve - che hanno una capacità di tiro pari a 135mila tonnellate.

Poi è stata la volta della rotazione di 90 gradi e del via libera del Registro navale italiano, la Concordia ha lasciato la rada e ha iniziato la navigazione verso nord. Fa sapere la Protezione Civile che il giusto assetto per la traversata è stato raggiunto con un pescaggio di 19,3 metri a poppa e 18,15 a prora. Impiegherà quattro giorni per raggiungere la sua destinazione finale, insieme ai 14 mezzi tecnici che la scortano e alle tre imbarcazioni della Guardia Costiera.

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Quando arriverà a Genova ci sarà molto da fare per smantellare il colosso, mentre al Giglio sarà necessario e doveroso, come fanno notare le associazioni ambientaliste, ripristinare llo stato dei fondali del Giglio, bonificare,rimuovere il cantiere e, soprattutto, provvedere al risarcimento del danno ambientale.

Clicca qui per vedere in diretta la posizione della Concordia sulla mappa.

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Roberta Ragni

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