cavagrande incendio

Per ammirare luoghi meravigliosi e incontaminati non occorre spostarsi dall'altra parte del mondo, basta girare per la nostra Italia per imbattersi in posti come Cavagrande del Cassibile, nel siracusano, un vero e proprio paradiso naturale. Peccato però che le fiamme, nei giorni scorsi, lo abbiano trasformato in un inferno, devastando una delle più belle riserve della Sicilia.

Una notizia passata quasi sotto silenzio, a differenza di quanto accaduto invece per la Riserva dello Zingaro, solamente sfiorata dall'incendio che ha coinvolto Scopello. Forse meno noto rispetto alla blasonata riserva trapanese di San Vito Lo capo ma non per questo inferiore in quanto a bellezza, la Riserva Naturale Orientata Cavagrande di Cassibile è stata in gran parte distrutta da un incendio lo scorso 25 giugno. Sul sito ufficiale si legge che sono stati chiusi tutti i sentieri di accesso e non saranno riaperti ai turisti fino a data da destinarsi.

A tentare di domare le fiamme le squadre dei Vigili del Fuoco di Noto, un Canadair e un elicottero del corpo della Forestale che hanno cercato di riversare getti d’acqua di precisione nel fondo della valle di Cavagrande.

La riserva era stata riaperta lo scorso anno dopo un lungo periodo di chiusura per i lavori di disgaggio dei costoni rocciosi da parte del Dipartimento regionale Azienda Foreste demaniali di Siracusa. Istituita nel 1990 per conservare la vegetazione naturale e ripristinarne la vegetazione forestale mediterranea preservando al proprio interno la fauna, Cavagrande del Cassibile copre un'area che si estende per 2.760 ettari circa e ingloba un tratto, lungo circa 10 km, del fiume Cassibile. Questa la sua particolarità. Il corso d'acqua si incastra tra le rocce del tavolato ibleo, generando un canyon profondo in alcuni tratti oltre 250 metri.

Ecco il video che mostra le ceneri di quello che prima era un paradiso naturale. Qualche fiamma sparsa brucia ancora:

Nei giorni scorsi, tutta la Sicilia è stata in preda agli incendi in concomitanza con una due giorni di forti venti da sud, che hanno spinto velocemente il fuoco. Brucia Palermo, con la città letteralmente circondata in ingresso e in uscita da due lingue di fuoco, brucia il trapanese e Catania. E l'estate è appena iniziata.

Francesca Mancuso

Foto: Cavagrandedelcassibile.it

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