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Cosa succederebbe se la classifica dei mondiali di calcio in Brasile venisse stilata non in base a vittorie e sconfitte ma a seconda dell'impegno di ciascun Paese nella gestione sostenibile degli oceani? Probabilmente le posizioni delle diverse squadre sarebbero piuttosto diverse rispetto alla situazione sportiva reale.

La speranza è che l'interesse del mondo per il calcio si accompagni ad una maggiore attenzione alla salute degli oceani. Ad intensificare il binomio tra sport e rispetto del Pianeta ha pensato la speciale classifica stilata dall'Ocean Health Index, che poi è stata paragonata allo schema delle partite previste per la Coppa del Mondo 2014.

Gli esperti di Ocean Health Index si sono occupati di valutare i successi di 221 Paesi che basano parte della propria economia sulla pesca per quanto riguarda la gestione di mari e oceani. Per dare vita alla classifica hanno preso in considerazione diversi criteri, che spaziavano dalla pesca sostenibile, alla biodiversità, fino all'inquinamento dell'acqua e agli interventi per il rispetto dell'ambiente marino e degli ecosistemi, ad esempio con la creazione di aree protette.

Ovviamente l'operazione ha tenuto conto soltanto dei Paesi che si affacciano sul mare e dal paragone con le squadre in gara per i mondiali in Brasile è stata automaticamente esclusa la Svizzera, che non può contare su alcun affaccio sul mare, ma che dal canto suo, secondo un altro schema, potrebbe risultare al primo posto per quanto riguarda la lotta ai cambiamenti climatici. Ad ogni nazione è stato assegnato un punteggio che prevedeva il valore massimo di 100.

Quindi ha avuto inizio un vero e proprio testa a testa tra i Paesi a cui corrispondono le squadre selezionate per partecipare alla Coppa del Mondo 2014. Secondo la classifica basata sulla gestione degli oceani, la Grecia avrebbe avuto la meglio sulla Costa d'Avorio, per un punteggio di 71 a 44.

L'Inghilterra non sarebbe vicina al rischio d'eliminazione, ma avrebbe quasi potuto raggiungere i quarti di finale, a pari merito con l'Honduras (64 punti). Sarebbe comunque stata superata dal Giappone (66 punti) proprio come l'Italia, che ha raggiunto soltanto 63 punti.

A competere per aggiudicarsi un posto in finale avremmo trovato la Francia (73 punti), il Belgio (72 punti) e l'Olanda (74 punti). Il Portogallo avrebbe potuto superare la Francia per via della sua forte gestione delle aree protette, ma la Francia lo ha battuto per quanto riguarda la protezione delle aree costiere.

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E nella finale proprio contro l'Olanda avrebbe avuto la meglio la Croazia, con il meritato punteggio di 75. La Croazia, che ai veri mondiali di calcio è stata sconfitta dal Brasile per 3 a 1 la scorsa settimana, sarebbe dunque la vincitrice della Coppa del Mondo 2014, almeno per quanto riguarda la pulizia delle acque e la protezione della biodiversità marina.

Marta Albè

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