costa concordia

Costa Concordia, potrebbe ricadere su Genova la scelta di Costa per il relitto invece che su Piombino. Ma durante l'ultima traversata verso il porto del capoluogo ligure la Concordia potrebbe rilasciare in mare il carico di veleni ancora presente al suo interno.

Secondo la relazione tecnica di Costa sul “progetto di trasferimento e smaltimento” della nave dall’Isola del Giglio, il porto di Piombino non è ritenuto idoneo. Da qui a Genova, il passo è stato breve. La Concordia raggiungerà il porto ligure dopo la metà di luglio. Ma il viaggio potrebbe non essere sicuro per il mare e i suoi abitanti. La nave potrebbe infatti rilasciare le sostanze inquinanti che ancora nasconde: dalle acque interne contaminate ai prodotti chimici fino agli idrocarburi.

È la stessa Costa ad ammetterlo nel documento, anticipato all'Ansa. Anche se di “lieve entità” grazie alle “misure di mitigazione” previste, “durante il trasferimento a Genova si prevede che in relazione all'assetto del relitto, alla velocità di rimozione e sulla base delle aperture presenti a scafo (oblò e zone danneggiate), possano avvenire rilasci a mare di acque interne al relitto, sostanze e preparati censiti all'interno della Concordia, idrocarburi,” spiega la relazione.

Mentre la Conferenza dei Servizi presieduta da Gabrielli, proprio oggi, discute sulle sorti della nave l'unica cosa certa sembra quella che riguarda i rischi connessi allo spostamento del relitto.

E non mancano le polemiche. “Se Costa ha già deciso tutto e ce lo fa sapere a mezzo agenzia, è inutile fare una riunione e mettere menti, tecnici ed esperti a lavorare per trovare soluzioni e rilasciare permessi. Questo documento si commenta da solo,è stato il commento del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a proposito dei contenuti del progetto resi noti dall'agenzia di stampa. “Il governo deve intervenire. Esiste ancora un governo che deve fare le valutazioni di impatto ambientale o è Costa che decide tutto da sola?”. Dal canto suo Rossi spinge ancora per il trasporto della Concordia a Piombino. “Se, come appare possibile guardando lo stato di avanzamento dei lavori, il porto a settembre sarà pronto ad accogliere la Concordia, non c'è ragione alcuna perché la nave sia portata a Genova. Chiedo quindi che si prenda in considerazione l'ipotesi-Piombino”. Qui manca infatti il cantiere per la demolizione.

Ma cosa accadrebbe se finissero in mare le sostanze inquinanti? Costa e Titan-Micoperi avrebbero già predisposto una serie di misure precauzionali come panne assorbenti attorno al relitto, trainate da rimorchiatori, e uno skimmer di recupero olio.

Una soluzione, in realtà, ci sarebbe ed la proposta formalizzata oggi in un question time in Commissione Ambiente alla Camera dal Movimento 5 Stelle: “Eliminare gli inquinanti prima della rimozione e far stipulare alla Costa una polizza fideiussoria,” suggeriscono i pentastellati, d'accordo con l'opzione Genova piuttosto che Piombino. I deputati pentastellati applaudono alla scelta di Genova quale porto ospitante, considerata come l'unica opzione percorribile: “Ci preoccupa l'atteggiamento del Governatore della Toscana, Rossi, che continua a cercare di boicottare e rimandare l'operazione nell'illusione di poter far ritornare in auge l'opzione Piombino, l'opzione Piombino, tecnicamente impraticabile, noncurante del disagio che genera all’isola del Giglio, che pure fa parte della Toscana. Noi abbiamo avuto modo di verificare la serietà e l'efficienza di quanti hanno lavorato intorno al relitto in questo periodo, mettendo in piedi un'operazione che i detrattori descrivevano come impossibile e foriera di catastrofi che non si sono verificate. Ci fidiamo quindi più del piano di Costa che dei tentativo di boicottaggio di Rossi”. La proposta verrà discussa mercoledì. Il progetto, lo ricordiamo, non ha ancora ricevuto il via libera definitivo del governo.

Francesca Mancuso

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