Copenhagen, prostitute in rivolta: "Sesso gratis ai politici"

Copenhagen, l'ennesima manifestazione di protesta. Ma questa volta il clima non c'entra. Ad alzare la voce, questa volta sono state le prostitute della città. A generare il loro disappunto è stato un provvedimento di quache giorno fa del sindaco di Copenhanen, Ritt Bjerregaard, che ha inviato ai 160 alberghi che ospiteranno i politici di tutto il mondo che parteciperanno al vertice sul clima, una cartolina che recitava questo: "Siate ecosostenibili, non cercate sesso a pagamento".

Niente distrazioni per i grandi della terra, proprio per mantenerli concentrati e vigili in vista delle importandi decisioni che dovranno prendere. Il messaggio del primo cittadino danese è stato perentorio anche nei confronti degli albergatori che si sono visti "suggerire": "Cari proprietari degli alberghi, vi invitiamo a non fornire contatti o organizzare incontri con le prostitute".

Da qui è nata la protesta delle "lavoratrici" che per non perdere la clientela e al tempo stesso per dare una risposta forte al sindaco Bjerregaard, hanno offerto una prestazione sessuale gratis a chi presenterà la suddetta cartolina. L'iniziativa è partita dal SIO (Sex Workers Interest Group), di cui fanno parte circa 6 mila squillo nella sola città di Copenhagen.

Al sito Spiegel.de, Susanne Moller, una delle "vittime" di questo decreto, ha detto: "Si tratta di pura discriminazione. Ritt Bjerregaard abusa del suo potere di sindaco per impedirci di fare il nostro mestiere, che è perfettamente legale; è ingiusto che i politici abbiano preso il summit sul clima come occasione per fare la guerra alle prostitute. Se è la guerra che vogliono, noi siamo pronte a difenderci".

Francesca Mancuso

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