antartide venti

Venti freddi, freddissimi, in Antartide. E livelli di ghiaccio record nel mese di aprile nel "continente" più a sud della Terra. Contro i cambiamenti climatici arrivano i venti oceanici. Ma c'è poco da stare allegri. È colpa ancora una volta dell'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera.

Analizzando i dati dell'Università Nazionale Australiana un team di scienziati guidato da Nerilie Abram, ha scoperto che la crescita dei livelli di CO2 nell'atmosfera sta rendendo più violenti i venti oceanici, che a loro volta spingono le piogge sull'Australia meridionale e ancora più a sud, verso l'Antartide. Ma i risultati sono da brivido, letteralmente. Nel mese di aprile infatti il ghiaccio marino del Polo Sud ha raggiunto livelli record. Ma al Polo Nord accade il contrario. Qui le temperature sono sempre più calde e il ghiaccio è sempre meno.

Esaminando i campioni di ghiaccio dell'Antartide, la dottoressa Abram e i colleghi sono stati in grado di ricostruire la storia dei venti occidentali nel corso dell'ultimo millennio.

“I venti dell'Oceano Meridionale oggi sono più forti che in qualsiasi altro momento negli ultimi 1000 anni”, ha detto Abram. “Il rafforzamento di questi venti è stato particolarmente importante nel corso degli ultimi 70 anni, e combinando le nostre osservazioni con i modelli climatici si può chiaramente collegare ciò all'aumento dei livelli di gas serra”.

Ma non solo. Se si considerano gli ultimi 50 anni, i venti occidentali hanno visto crescere la loro velocità tra il 10 e il 15% e si sono avvicinati da 2 a 5 gradi al continente ghiacciato.

Se il ghiaccio marino dell'Antartide ha raggiunto livelli record - pari a 110 mila kmq al giorno per un totale di 9 milioni di kmq -, al Polo Nord la situazione è capovolta. Qui lo scioglimento legato alle temperature estive, al di sopra della media, ha abbassato i livelli di ghiaccio al di sotto del periodo compreso tra il 1981 e il 2010.

Con il riscaldamento globale e l'effetto serra, l'Antartide in realtà sta rubando più pioggia all'Australia. Non è una buona notizia,” spiega Abram. Secondo gli esperti, dunque, la maggiore presenza e intensità di questi venti occidentali può spiegare perché gran parte del continente antartico non stia ancora mostrando i segni del riscaldamento globale.

Lo studio è stato pubblicato su Nature.

Francesca Mancuso

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