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Addio a 100 ulivi pugliesi. Sono iniziati gli interventi di eliminazione degli alberi colpiti dal batterio killer Xylella fastidiosa, con l'obiettivo di arginare l'epidemia. Pare che gli alberi fossero ormai condannati a morte. Il problema riguarderebbe cinque focolai individuati dai ricercatori e dai tecnici nel Salento.

Coldiretti Lecce è intervenuta fin da subito per stemperare gli allarmismi, ma chiede il massimo rigore scientifico e tecnico negli interventi sul territorio. Il batterio killer è davvero imbattibile? Gli esperti dell'Accademia dei Georgofili di Firenze avevano smentito la presenza della Xylella fastidiosa in una forma pericolosa per la sopravvivenza delle piante.

Come ha dichiarato Giampiero Marotta, direttore di Coldiretti Lecce: "Siamo d'accordo con gli interventi chirurgici per eradicare le piante ormai condannate a morte nei cinque focolai individuati da ricercatori e tecnici, ma al contempo siamo pronti a vigilare affinché nessuna azione non necessaria venga intrapresa a danno di una risorsa straordinaria per il salento come l'olivicultura, con i suoi 11 milioni di piante".

Come ha sottolineato il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno, negli ultimi 10 anni il patrimonio arboreo del Salento è cresciuto di oltre 500 ettari. La superficie aumenta grazie agli investimenti degli agricoltori, che contribuiscono alla creazione di un paesaggio unico e meraviglioso. La richiesta di Coldiretti è che l'approccio alla gestione del batterio Xylella sia pragmatico e rigoroso, per tutelare un patrimonio millenario.

Gli alberi da abbattere sono stati segnalati con il colore rosso. Secondo gli esperti si tratta dell'unico modo per evitare che il batterio Xylella possa sviluppasi rapidamente e coinvolgere altri alberi. Fino a questo momento il batterio risultava sconosciuto alle nostre latitudini. Il timore delle associazioni ambientaliste locali è che l'abbattimento degli alberi si trasformi in una vera e propria mattanza di ulivi.

Restano numerosi i dubbi e gli interrogativi in proposito, a partire dal fatto che sarebbero stati abbattuti alberi verdi e rigogliosi, lasciando sul posto gli ulivi più malandati. Inoltre, i diretti interessati non sarebbero mai stati informati dei campionamenti avvenuti lo scorso ottobre. Ci si chiede, infine, se sia corretto procedere con soli due giorni di preavviso formale.

Quali sono stati gli interventi per individuare la malattia? Gli esperti hanno agito senza che gli agricoltori se ne accorgessero? La Regione, secondo le proteste, non avrebbe fatto granché per salvare gli ulivi. Non resta che attendere per comprendere se l'abbattimento degli alberi sarà risultato benefico o del tutto inutile.

Cosa possiamo fare noi per salvare gli antichi ulivi del Salento? Di certo non aiuterà con il batterio killer, ma possiamo firmiamo e diffondere la petizione per rendere questi alberi centenari, simbolo della nostra tradizione Patrimonio Unesco.

Leggi anche: Ulivi secolari: i 5 alberi più antichi d'Italia. La petizione #ulivipatrimoniounesco

Marta Albè

Fonte foto: iltaccoditalia.info

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