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Livelli eccessivamente alti di mercurio sono stati rilevati nei capelli dei pescatori di Pescara grazie ad uno studio opera di Michele Amorena, farmacologo e tossicologo dell’Università di Teramo. La colpa è dei veleni della discarica di Bussi? A detta del professore ciò è molto probabile.

Amorena, aveva già compiuto uno studio preliminare nel 1972, e quello che si è visto dopo molti anni analizzando i capelli dei pescatori nel 2006 è che la situazione sostanzialmente non è cambiata: “È tutto il medio Adriatico ad aver problemi col mercurio, quindi l’ipotesi è che da anni sia il fiume Pescara a immetterlo, visto che riceve le acque contaminate di Bussi”.

Anche un’altra indagine dell’Istituto Superiore della Sanità, svolta nel 1981, aveva evidenziato come il grano, le viti e gli olivi coltivati lungo le sponde del fiume Pescara fossero contaminati dal mercurio. Dati alla mano, nella Relazione depositata al Processo sulla megadiscarica di veleni di Bussi, queste sono le conclusioni dell’Istituto Superiore di Sanità: «Si ravvisa un pericolo concreto per la salute umana rispetto al rischio di ingestione di mercurio, veicolato tramite suolo, sedimenti ed acque superficiali nella filiera alimentare».

Secondo il ricercatore Amorena la situazione è grave ma non bisogna creare allarme eccessivo dato che non ci sarebbe pericolo immediato per la salute ma certamente un serio aumento dei rischi a lungo termine, in particolar modo per i feti. Ovviamente bisogna arginare la situazione, ecco perché il professore sottolinea la necessità di avere: “Mappa rischi, registro tumori, concentrazione, territorio e rischio”.

Il mercurio infatti è un metallo pesante neurotossico che si accumula in particolare, come spiega Amorena, nei pesci più grossi destinati al consumo umano. È necessaria dunque una campagna che possa tra le altre cose anche informare al meglio in modo tale da evitare i rischi maggiori per i cittadini.

Nel frattempo ieri si è svolto a Pescara davanti all'assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo il Sit-in organizzato dal Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua nell'ambito della campagna 'Stop-Biocidio'. L’iniziativa chiede l’avvio immediato dell'indagine epidemiologica, screening sanitari sulla popolazione e i lavoratori della zona, monitoraggio ambientale e degli alimenti su vasta scala e trasparenza dei dati.

Francesca Biagioli

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