Copenhagen_obama_berlusconiSono 65 fino ad ora i capi di Stato e di Governo che hanno confermato la propria presenza al vertice di Copenaghen. Il convegno sul clima, organizzato dall'Onu, si svolgerà dal 7 al 18 dicembre, ma solo un terzo dei 191 leader ha risposto sì alla chiamata, per discutere e stilare un nuovo trattato per la lotta al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici

 

A confermarlo è stato un funzionario del governo danese, che ha tuttavia rifiutato di fornire i nomi dei partecipanti, sottolineando tuttavia l'intenzione di Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Australia, Giappone, Indonesia e Brasile a partecipare. E l'Italia? Il Ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha assicurato da tempo la propria partecipazione. Di diverso avviso invece il premier, Silvio Berlusconi, che ha sempre mostrato il suo disaccordo verso qualsiasi accodo vincolante. Una delle poche voci fuori dal coro in Europa.


E che aria tira negli USA? Non è ancora stata confermata neanche la presenza del presidente Obama. Da oltreoceano non arrivano segnali positivi. Nonostante le promesse dei tagli delle emissioni di CO2, gli Stati Uniti sono ancora ai livelli del 1990, cioè il 7%. L'Europa, come ha annunciato il Ministro Prestigiacomo durante un intervento a Confindustria, ha promesso di ridurre ulteriormente le emissioni del 20%, e fino al 30% se anche gli altri stati lo faranno.

Utilissimo a questo punto riunirsi per trovare un accordo condiviso, nonostante gli ultimi incontri di Barcellona e Singapore abbiano trovato difficoltà di dialogo.

Francesca Mancuso



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