StefaniaPrestigiacomoOgnuno si assuma le proprie responsabilità in merito alle emissioni di anidride carbonica. È questo, in sintesi, il nucleo delle dichiarazioni del Ministro dell'ambiente, Stefania Pregiacomo, nel corso del convegno di Confindustria svoltosi lo scorso venerdì a Roma.

"Dalla responsabilità d'impresa all'economia sociale", questo il titolo della seduta, che ha avuto lo scopo di mettere a confronto governo e industria sulle opinioni espresse nei giorni scorsi dal leader degli industriali italiani, Emma Marcegaglia, e dalla Confindustria tedesca, riguardo ai cosiddetti "oneri aggiuntivi" che potrebbero ricadere sull'economia europea. In particolare, ci si riferisce ad una possibile intesa da discutere tra due settimane al vertice di Copenhagen, che potrebbe vincolare l'Europa, ma non i grandi competitors mondiali, anche in funzione dell'accordo tra USA e Cina che ha allontanato le due grandi dagli accordi per i cambiamenti climatici.


"La partita non è persa" ha dichiarato il ministro Prestigiacomo, che ha specificato che non si tratta di creare dei target di emissioni, ma di elaborare un "nuovo modello di sviluppo per il quale le aziende italiane devono essere pronte a investire". Intanto, sono già 28 le aziende italiane che hanno aderito al Patto per l'ambiente, tra cui Finmeccanica, Eridania, Acea, A2A, Eon.

Infine, lancia un messaggio a Obama: "L'Europa ha sostenuto un grande sforzo, impegnandosi a ridurre le emissioni del 20%, n prospettiva del 30%, ma un'assunzione di responsabilità così forte ha una sua logica solo se viene condivisa dagli altri Paesi, cominciando dagli Stati Uniti".

Francesca Mancuso


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