legambiente terra dei fuochi

25 milioni di euro annui per il 2014 e il 2015 per screening medico-sanitari gratuiti sulla popolazione residente nelle aree dell'Ilva di Taranto e della Terra dei Fuochi in Campania. Il decreto Terra dei Fuochi e Ilva (136/2013) passa quindi con un testo rafforzato in queste ore all’Aula.

Il coordinamento dell'attività relativa agli screening - afferma il relatore del decreto, Alessandro Bratti - sarà fatto dall'Istituto superiore di sanità, detentore del know kow specifico. Direi che con questo stanziamento abbiamo rafforzato nel decreto la parte delle misure che attiene la tutela sanitaria della popolazione delle due aree interessate al provvedimento”.

Oltre alla somma stabilita di 25 milioni di euro per lo screening sanitario gratuito, tra le novità più rilevanti introdotte nel decreto rientra anche l’aggiornamento e la pubblicazione dello studio Sentieri, relativo alla valutazione dell'impatto dell'inquinamento sulle condizioni di salute e di vita delle popolazioni esposte.

Si tratta di un’importante declinazione sul piano legislativo del nesso ambiente-salute. Con i Consigli consultivi, invece, il decreto apre a nuove forme di informazione e partecipazione da parte di cittadini e comunità. Molto importanti anche la possibilità di utilizzare per le bonifiche dei terreni inquinati anche gli illeciti proventi dei delitti ambientali compiuti in Campania, partendo per la mappatura dei terreni inquinati dai dati già disponibili proprio per accelerare l’operazione di mappatura stessa, e l’uso dell’esercito per contrastare più efficacemente l’illegalità e le ecomafie”, dice Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera.

Una situazione gravissima, quella della Terra dei Fuochi, dove ogni giorno si fa più forte la necessità di interventi concreti. Proprio ieri, è stato ritrovato un bidone di latta della capacità di 20 litri che presumibilmente conteneva solventi in una zona al confine con Casal di Principe e in prossimità delle falde acquifere.

terra dei fuochi

CAMPIONAMENTI. In contemporanea con la mappatura dei terreni destinati all'agricoltura, a livello regionale e nazionale sono stati effettuati più di 2000 campionamenti sulle materie prime, per scongiurare quanto più possibile la diffusione della contaminazione. Da un campionamento che ha interessato tutto il territorio regionale, i controlli si sono via via focalizzati sulle aree a “maggior rischio” ambientale, tra queste proprio la Terra dei Fuochi e i Siti di Interesse Nazionale(Sin, che si trovano in tutta Italia). È qui che si sono accertate alterazioni delle caratteristiche qualitative dei terreni, delle acque superficiali e di quelle sotterranee.

Quanto ai campionamenti critici, Germana Colarusso dell’Osservatorio regionale sicurezza alimentare Regione Campania (ORSA) spiega che “le materie prime (ad esempio il latte) risultate irregolari per la presenza di un contaminante chimico vengono sequestrate e distrutte. Inoltre si cerca di capire, attraverso un’indagine epidemiologica, l’origine della contaminazione e contemporaneamente si blocca l’allevamento dal quale proviene il campione critico (o altra materia prima). Si mettono in atto procedure per risanare l’azienda e si eseguono controlli continui fino a quando l’inquinante non viene eliminato. Se si tratta di un alimento per il bestiame - prosegue la Colarusso - si risale al fornitore, bloccando l’approvvigionamento a tutte le aziende coinvolte, e si controlla il latte per verificare il passaggio della sostanza incriminata”. Nel caso di un prodotto finito, ci si allerta con un richiamo e col ritiro del prodotto.

In ogni caso, gli esperti garantiscono che le attività di monitoraggio e campionamento non si sono mai fermate e sono attualmente in programmazione nuove azioni mirate, come il protocollo di gestione dei grandi roghi incontrollati di rifiuti.

Germana Carillo

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