bandiera_europeaCatastrofismi o buone notizie, ci siamo abituati a leggere le agenzie con il distacco di una possibile smentita nel giro di qualche giorno, se non di qualche ora. Ma gli obiettivi di Kyoto sono una questione parametrica,  quindi numerica, non opinabile. E se per raggiungerli si acquistano quote e si usano mezzi comunque previsti e leciti, a noi italiani va addirittura di lusso.


Accogliamo quindi con un leggero disincanto, ma festeggiando come merita, la presentazione fatta oggi da Stavros Dimas, il commissario europeo per l'Ambiente, che ha illustrato il previsto raggiungimento dell'UE degli obiettivi di Kyoto, Italia inclusa. Anzi, l'Ue (dei 15, quella dell'epoca del Trattato di Kyoto), Austria esclusa, potrebbe superarli. 5 paesi, Francia, Germania, Grecia, Svezia e Regno Unito, hanno già ridotto le emissioni nazionali ad un livello inferiore rispetto agli impegni di riduzione assunti, mentre nel caso dell'Italia, in realtà è previsto che raggiungeremo l'obiettivo incrementando i sistemi silvicoli (che assorbono carbonio dall'atmosfera)  e grazie ai crediti acquistabili dai paesi non UE. Una situazione quindi in chiaroscuro, comunque in linea.


Ad alcuni quanto illustrato da Dimas sembra più un'altra tappa di avvicinamento "politico" a Copenhagen.
Il commissario ha commentato questi dati dicendo: "Dell'UE - dice Dimas - ci si puo' fidare, rispetta gli impegni internazionali, una lezione per quei paesi che lo stanno facendo" (riferendosi ad USA, Canada, Australia e Giappone). Ai numeri è difficile sfuggire, anche se buttati in faccia in maniera un pò brusca, e quelli ci sono.

Quindi bene ! Ora tocca agli altri e ancora e sempre anche a noi. Dimas ha quindi continuato: "l'UE auspica che i paesi sviluppati si impegnino a ridurre le emissione collettive di circa il 30% rispetto ai livello del 1990 entro il 2020", trovando a Copenhagen un accordo universale e giuridicamente vincolante, in cui siano presenti tutti gli elementi essenziali di Kyoto. Come ultima battuta, il commisario all'ambiente ha sentenziato: "C'è troppo pessimismo. In realtà penso che a Copenhagen ci sarà un accordo significativo".

Mario Notaro


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