pesce lanterna

Dove finisce la plastica dispersa negli oceani? Gran parte dei nostri rifuti in plastica se ne va dritta dritta nelle viscere degli organismi marini e di conseguenza nella catena alimentare. È per questo motivo che la notizia secondo cui ci sarebbe nei mari meno plastica del previsto non dovrebbe far gioire troppo.

Escludendo il Pacific Trash Vortex, l'enorme chiazza di spazzatura - composta principalmente di plastica - che galleggia nell'Oceano Pacifico, infatti, nei nostri mari i rifiuti di politilene non si sono accumulati in isole come c'era da aspettarsi, ma il motivo è non è affatto confortante.

Lo rivela Carlos Duarte dell'UWA Oceans Institute, che per la prima volta fornisce un quadro globale della concentrazione della plastica nei nostri oceani: "Anche se ci sono state segnalazioni di elevati carichi di materie plastiche in determinate regioni marine, fino ad ora non abbiamo avuto un buon riscontro".

I modelli dei ricercatori indicavano che i detriti si sarebbero dovuti accumulare nelle spirali centrali, ovvero le aree di acqua stagnante influenzate da correnti intorno alle aree costiere. Ma ad oggi solo una, nell'Oceano Pacifico, è stata precedentemente campionata. "In quel vortice, c'è una quantità elevata di detriti di plastica, ma in realtà non so se questo è vero per gli altri quattro vortici -due nel Pacifico, uno nell'emisfero nord e uno in quello sud, due nell'Atlantico, e solo uno nell'oceano Indiano", continua Duarte.

Per costruire un quadro globale, l'Istituto ha usato campionatori simili a piccoli catamarani, che hanno raccolto campioni contenenti piccole particelle di plastica galleggianti. La concentrazione di particelle nelle spirali era da 100 a 1000 volte superiore a quella del resto dell'oceano. Tuttavia, questo dato si è rivelato sorprendentemente piccolo rispetto alla stima dei detriti: si aspettavano valori superiori a un milione di tonnellate di plastica, e, invece, sono state trovate "solo" tra 10 e 30.000 tonnellate di plastica.

Questo, però, non significa che stiamo gettando meno plastica in mare. Duarte elenca tre possibili motivi. Il primo potrebbe essere che le materie plastiche sono ripartite in particelle così piccole da non essere state rilevate dalle apparecchiature. Un'altra opzione è che i batteri abbiano iniziato a nutrirsene. O, terzo, significa qualcosa di peggio: la plastica finisce nelle viscere degli organismi marini.

Non a caso a mancare dai prelievi sono proprio i pezzi di 2-3 centimetri di lunghezza, ovvero della dimensione delle prede che alcuni pesci mangiano, come il pesce lanterna, un piccolo organismo con occhi enormi che sale dalle profondità di 500-700 metri di notte per mangiare. Si tratta di uno degli animali più popolosi del mare: la specie potrebbe costituire la maggior parte della biomassa vivente dell'oceano. E le sue viscere potrebbero essere uno dei luoghi in cui si nascondono tutti i nostri scarti in plastica scomparsi dai radar.

Roberta Ragni

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