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Un terremoto di magnitudo 7,2 ha colpito la scorsa notte le Filippine, provocando oltre 70 vittime. Crolli di campanili, edifici letteralmente polverizzati e strade dissestate. Alle 2.12 ora italiana la violenta scossa, il cui epicentro è stato localizzato nell'isola di Mindanao, la seconda per grandezze delle Filippine.

Il bilancio delle vittime è destinato a salire di ora in ora. Fino ad ora si contano 72 morti e 30 feriti ma ad incrementare tali numeri saranno anche i dispersi, ancora intrappolati sotto le macerie. Oggi nelle Filippine sarebbe stata festa nazionale, l'inizio della festa musulmana di Eid ul Adha. Ma le principali chiese sono andate distrutte.

Il sisma ha colpito il paese durante le prime ore della mattina. La maggior parte delle vittime riguarda la città di Cebu, tanti anche nella provincia di Bohol, secondo un portavoce per l'Ufficio della Protezione Civile del paese. Gran parte dei decessi è stato legato al crollo di macerie dagli edifici.

Un terremoto di magnitudo 7 ha un'energia equivalente a circa 32 bombe atomiche di Hiroshima”, ha detto Renato Solidum, direttore dell'Istituto filippino di vulcanologia e sismologia. “Questo ha avuto una magnitudo di 7.2.”

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Il sisma è stato localizzato circa 619 km a sud-est di Manila, a 2 km da Catigbian, e la sua profondità è stata di circa 20 chilometri, secondo l'US Geological Survey. Spiega quest'ultimo che le Filippine si trovano a cavallo di una regione della tettonica complessa all'incrocio di tre grandi placche tettoniche, il Mare delle Filippine, la placca Sunda e l'Eurasia. Come tali, le isole hanno vissuto grandi e dannosi terremoti. La regione a 500 km del terremoto di oggi ha ospitato 19 eventi di Magnitudo 6 o superiore, una dozzina dei quali sono stati poco profondi (0-70 km). Uno dei più gravi, di magnitudo 6,8, avvenuto nel 1990, ha causato diverse vittime.

Maryann Zamora, esperto di comunicazioni dell'organizzazione World Vision, ha riferito di aver visto vetro e cemento per le strade di Cebu, circa 60 chilometri a nord dell'epicentro. “In questo momento siamo in piazza perché non è sicuro rimanere dentro”, ha detto per telefono.

Decine le scosse che hanno preceduto e seguito quella più violenta, come mostra questo grafico. Gli esperti però hanno finora escluso il rischio di tsunami anche se due scosse di magnitudo 4,8 e 4,6 si sono verificate in mare.

Francesca Mancuso

Foto: IBTimes

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