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Nuovo blitz di Greenpeace contro Gazprom. Questa volta il palcosenico della protesta pacifica degli attivisti è stato Trieste, dove gli attivisti, nel protestare contro la compagnia petrolifera, hanno subito l'ennesimo attacco. Ieri mattina, durante la storica regata velica europea i gommoni di Greenpeace hanno avvicinato la barca Esimit Europa 2 contestando lo sponsor principale dell'imbarcazione, Gazprom, chiedendo il ritiro dei suoi piani di trivellazione nell'Artico. E in tutta risposta, hanno subito il lancio di oggetti e altri danni al gommone e ai suoi occupanti.

Dopo l'assalto pacifico dell scorso 19 settembre alla piattaforma russa Prirazlomnaya, anch'esso conclusosi con una risposta violenta da parte delle autorità russe, che hanno aperto il fuoco, ancora una volta gli attivisti di Greenpeace hanno dovuto subire una risposta non in linea con la loro azione pacifica.

Cos'è accaduto ieri? Gli attivisti hanno seguito Esimit Europa 2, la barca sponsorizzata da Gazporom, fino all’arrivo. Lì è stato aperto lo striscione con scritto (in inglese) “Via dall’Artico!” e bandiere con il messaggio “#FreeTheArctic30”. Ma, racconta l'associazione, ii membri dell'equipaggio del gommone di supporto di Esimit Europa 2 hanno iniziato a lanciare oggetti verso gli attivisti, una ragazza è stata strattonata, mentre un uomo ha infilato un coltello nel gommone, squarciandolo. Quest'episodio dimostra l'arroganza di chi è pronto a tacitare ogni voce di protesta facendo ricorso anche ad atti violenti e ingiustificati” ha aggiuntio Ferrario. “Atteggiamento violento di reazione che riflette quello delle autorità russe che lasciano in galera gli attivisti di Greenpeace sulla base di un reato immaginario di pirateria”. Per questo, l'equipaggio ha poi sporto denuncia alla Questura di Trieste.

La nostra protesta non è certo contro la Barcolana o il mondo della vela: il problema è che Gazprom, lo sponsor della barca Esimit, è una minaccia per l'Artico e per tutti noi. Ė paradossale che questa sia la prima barca con bandiera 'europea' e simbolo ufficiale dell’innovazione e dell’efficienza del nostro continente” ha detto Federica Ferrario di Greenpeace. “La Gazprom, in prima linea nello sfruttamento delle risorse petrolifere dell’Artico, è tra coloro che vogliono consegnare il Pianeta al caos climatico. Per difendere i suoi interessi è pronta a tacitare ogni voce di protesta”.

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Intanto, i 30 attivisti di Greenpeace che hanno protestato lo scorso 19 settembre nei pressi della piattaforma Prirazlomnaya sono ancora nelle mani delle autorità russe, accusati di “pirateria”.

Gazprom sarebbe la prima a trivellare l’Artico, ma gli effetti sul clima, secondo l'associazione, sarebbero, gravissimi. “Chiediamo a Gazprom di ritirare i piani di trivellazione nell’Artico e alle autorità russe di liberare immediatamente i 28 attivisti e i 2 giornalisti free lance, tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro, detenuti con l’accusa di un crimine che non hanno commesso” conclude Ferrario.

Francesca Mancuso

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