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Paura per gli attivisti di Greenpeace. Lo scorso 19 settembre la Guardia Costiera russa ha illegalmente abbordato la nave di Greenpeace Arctic Sunrise, arrestando i 29 attivisti a bordo minacciandoli con le pistole. Tra essi anche un italiano, Cristian D'Alessandro, originario di Napoli e entrato a far parte dell’equipaggio internazionale delle navi di Greenpeace allinizio del 2013. E Greenpeace invita tutti a scrivere all'Ambasciata Russia per chiederne il rilascio immediato.

Rivela l'associazione che con un elicottero e per mezzo di corde, otto uomini della Guardia Costiera sono saliti a bordo della nave, circondando gli attivisti e spingendoli sul ponte: “Alcuni membri dell'equipaggio, che sono riusciti a chiudersi a chiave nella sala radio, hanno riferito di aver visto gli altri attivisti costretti a inginocchiarsi con pistole puntate contro di loro”.

Greenpeace si trova nel Mare della Pecora per protestare contro le piattaforme petrolifere e le trivellazioni offshore nell'Artico, ormai ridotto allo stremo. Lo scorso 19 settembre, due attivisti, avevano tentato di scalare la piattaforma Prirazlomnoie di proprietà di Gazprom ed erano stati arrestati senza accuse formali.

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Secondo alcuni media russi gli ufficiali della piattaforma Prirazlomnaya di Gazprom avrebbero dichiarato che la cabina di sicurezza che Greenpeace stava appendendo alla piattaforma “somigliava ad una bomba”. Ma non si trattava altro che di un rifugio per mantenere gli attivisti al caldo, chiaramente marcato con i colori e il logo di Greenpeace.

“Questa irruzione illegale su una nave che protestava pacificamente evidenzia quali misure estreme il governo russo è disposto a prendere per tenere le trivellazioni di Gazprom lontane dal controllo pubblico – ha detto in un comunicato Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International. - Chiediamo al Presidente Putin di trattenere la Guardia Costiera e di ordinarle di rimettere nella fondina le pistole e ritirarsi. Siamo un'organizzazione pacifica e la nostra protesta non si merita questo livello di aggressività”.

liberattivisti

Da giorni ormai non si riesce a comunicare con gli attivisti, colpevoli solo di proteggere il pianeta. Per questo Greenpeace ha chiesto aiuto agli utenti della rete, inviandoli ad inviare una mail al governo russo per chiedere di liberare gli attivisti e fermare le trivelle. L'associazione sa che essi sono in buone condizioni e spera di riportarli presto a casa. "Chiediamo che tutti gli attivisti trattenuti vengano immediatamente rilasciati, che la Guardia Costiera abbandoni l'Arctic Sunrise e che vengano interrotte le trivellazioni petrolifere nell'Artico", dice Greenpeace.

Qui tutte le immagini del blitz:

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L'iniziativa ha già riscosso un grosso successo. Oltre 200mila le email già inviate alle ambasciate russe dei vari Paesi e oltre 10mila sono partite solo dall'Italia. Le loro sorti possono essere seguite tramite #FreeTheArctic30.

Per inviare anche tu la mail all'ambasciata russia, clicca qui e compila il form.

Francesca Mancuso

Foto: Greenpeace Italia

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