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Una nuova tegola si abbatte su Fukushima. I livelli di radioattività nel suolo e nell'Oceano hanno fatto registrare nuovi e allarmanti record. Secondo Shunichi Tanaka, il responsabile della Nuclear Regulation Authority giapponese (NRA), le acque reflue altamente contaminate della centrale nucleare potrebbero essere finite nel suolo e poi in mare. A provocare la contaminazione le continue perdite di radiazioni.

Vi è il forte sospetto che le acque reflue contaminate ad alta concentrazione siano finite nel suolo e si siano diffuse in mare", ha detto l'Authority.

I campioni di acque sotterranee prelevati nella martoriata zona di Fukushima, lo scorso martedì, avrebbero mostrato livelli elevati di sostanze cancerogene, tra cui cesio-134, in quantità 110 volte più elevate rispetto a quanto rilevato lo scorso venerdì. Anche la Tepco, la società che gestisce la centrale di Fukushima Daichii, ha confermato di aver rilevato alte densità di trizio e di stronzio nel foro di osservazione sul lato est delle unità 1-4.

L'azienda ha ammesso nelle ultime settimane che i campioni di acqua e terreno prelevati presso l'impianto di Fukushima stanno mostrando letture elevate anche di altre sostanze potenzialmente pericolose, tra cui il cesio-137, trizio e stronzio-90.

"Tepco non è stata in grado di trovare la causa di questi picchi di letture," ha detto Shunichi Tanaka. Secondo Tepco, però, non ci sarebben ancora stato un impatto significativo sull'ambiente. I funzionari della NRA stanno spingendo Tepco affinché fornisca dati più dettagliati e credibili e faccia sforzi maggiori per spiegare meglio ciò che sa. È difficile credere che una simile contaminazione non possa avere effetti negativi

La notizia della contaminazione delle acque dell'oceano è arrivata insieme a quella della morte dell'ex capo della centrale nucleare di Fukushima, Masao Yoshida, 58 anni. Yoshida rimase al suo posto per cercare di domare i reattori in fuga dopo lo tsunami del 2011. L'uomo era stato colpito dal cancro.

La Tepco dovrebbe usare tutte le sue risorse per impedire che questo accada. Purtroppo la contaminazione delle falde acquifere è solo un altro esempio di come il disastro sia lontano dall’essere stato contenuto” ha detto Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. L'associazione ha appena reso noti i risultati di 25 campionamenti di frutti di mare effettuati in 5 porti dell’area. In 8 di essi sono stati trovati livelli di contaminazione radioattiva anche a 55 chilometri dalla centrale.

Per questo, è scattato il divieto di pesca. “L’industria nucleare giapponese non è chiaramente in grado di gestire le conseguenze del disastro di Fukushima. L’unica misura preventiva reale per evitare di trovarci in futuro in simili circostanze è quella che prevede l’abbandono del nucleare e il passaggio rapido alle fonti rinnovabili” conclude Onufrio.

Francesca Mancuso

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