Letta 5punti

Riduzione delle bollette elettriche, migliore gestione delle acque sotterranee e del problema dei rifiuti in Campania. Il Governo Letta, sabato 15 giugno, ha approvato il nuovo decreto sulla crescita. Si chiama Fare e ha come base le 6 Raccomandazioni rivolte all’Italia dalla Commissione europea il 29 maggio 2013 nel quadro della procedura di coordinamento delle riforme economiche per la competitività.

Le misure riguardano tra le altre: Infrastrutture, Edilizia, Impresa, Agenda digitale, Semplificazione fiscale, Ambiente e Istruzione. "Oltre 3 miliardi per le infrastrutture con una ricaduta di 30.000 nuovi posti di lavoro, bollette meno care, bonus da 5 miliardi per l'acquisto di nuovi macchinari da parte delle imprese, credito agevolato per le aziende, riforma di Equitalia con l’impignorabilità della prima casa, finanziate le borse di studio e l’edilizia scolastica, rilancio dell'agenda digitale e wi-fi libero" si legge nel comunicato del Governo.

Ma ecco quali sono i 5 punti del decreto Fare a favore dell'ambiente.

1. Gestione delle acque sotterranee

Le nuove disposizioni di semplificazione in materia di gestione delle acque di falda sotterranee estratte per fini di bonifica o messa in sicurezza dei siti contaminati (Art. 243 del D.lgs. 152/2006) ridurrano gli oneri a carico degli operatori interessati e accelerano le procedure amministrative relative agli interventi.

2. Terre e rocce di scavo

Tali disposizioni avranno il compito di semplificarne l’utilizzo di terre e rocce da scavo chiarendo i casi in cui è necessario il ricorso alle procedure di cui al DM n. 161/2012, contenente, tra l’altro, i criteri qualitativi che terre e rocce da scavo devono soddisfare per essere considerate sottoprodotti e non rifiuti.

3. Materiali di riporto

Anche in questo caso una semplificazione, riguardante i materiali di riporto. Le nuove disposizioni chiariscono la definizione delle matrici materiali di riporto, specificandone la composizione, e prevede inoltre che le stesse siano soggette a test di cessione affinché possano essere considerate come sottoprodotti o rimosse dal luogo di scavo.

4. Semplificazioni per i campeggi

Per risolvere alcune questioni interpretative che hanno spesso ostacolato le attività turistiche all’aperto, è stata chiarita la portata di alcune norme concernenti l’attività di posizionamento di allestimenti mobili di pernottamento e relativi accessori, temporaneamente ancorati al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto per la sosta ed il soggiorno.

Con le nuove norme, i campeggi non avranno bisogno di permesso a costruire, laddove detto posizionamento sia effettuato in conformità alle leggi regionali applicabili ed al progetto già autorizzato con il rilascio del permesso a costruire per le medesime strutture ricettive.

5. Interventi di adeguamento del sistema dei rifiuti nella Regione Campania

Per risolvere definitivamente il problema dei rifiuti in Campania il decreto ha predisposto uno strumento per l’accelerazione delle procedure di competenza degli Enti locali per la realizzazione e l’avvio della gestione degli impianti di gestione dei rifiuti nella Regione Campania, già previsti dalla normativa e dalla pianificazione vigente ma non ancora realizzati. Tale accelerazione è dettata anche dall’esigenza di evitare una possibile condanna dell’Italia nella procedura di infrazione 2007/2195, pari a 8 milioni di euro al giorno, oltre alla perdita di un ingente finanziamento comunitario stanziato per la problematica dei rifiuti nella Regione Campania.

Per questo è stato previsto il ricorso alla nomina di commissari nominati dal Ministro dell’Ambiente che effettuino gli interventi necessari in caso di inadempienza degli enti competenti in via ordinaria, secondo quanto già previsto nella Legge di Stabilità 2013 con riguardo al Commissario per le emergenze rifiuti urbani in Provincia di Roma.

Ma non è tutto. Oltre ai cinque punti sull'ambiente, il decreto Fare ha stabilito un ampliaamento del mercato del gas naturale, liberalizzando completamente le piccole e medie aziende, in linea con quanto indicato dalla Commissione Europea e dall’Antitrust. Infine, per favorire la riduzione dei costi dell'elettricità, il governo ha modificato le modalità di determinazione delle tariffe concesse agli impianti in regime Cip6, in modo progressivo, portandole in linea con i prezzi di mercato che si sono ridotti nell’ultimo periodo. Come? Bloccando la maggiorazione degli incentivi all’elettricità prodotta da biocombustibili liquidi, che, secondo l'Esecutivo, "avrebbe comportato un aumento delle tariffe di 300 milioni all’anno e avrebbe premiato impianti con scarsi benefici ambientali che saranno invece og getto di iniziative di riqualificazione".

Francesca Mancuso

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