condono-edilizio

Condono, riaprire i termini in Campania. Questa l'idea di Francesco Nitto Palma, l'ex magistrato del Pdl da poco nuovo presidente della Commissione Giustizia al Senato. Intervistato da Radio 24 all'indomani della sua nomina, Nitto Palma ha fatto riferimento alla disparità di trattamento tra le Regioni dovuta a due leggi della Campania dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale.

E la possibilità di riaprire i termini del condono nella regione, secondo il Neopresidente "non deve creare scalpore" perché volta "ad ottenere la parità di trattamento per tutti i cittadini italiani". Pensavamo di essercene liberati con la Legge di Stabilità, ma a quanto pare il risanamento dell'abusivismo edilizio è una pratica difficile da tenere lontana dalle stanze del potere, al di là delle motivazioni che ogni volta vengono proposte.

L'idea è sempre la stessa: intervenire sulla legge nazionale, prorogando i termini del condono del 2003 per aggirare la legge regionale campana del 2004 che rende insanabili gli immobili abusivi in aree vincolate e impedire le demolizioni disposte dalla magistratura.

Che ci siano altre priorità, al momento, è fuor di dubbio. Il piano di prevenzione contro il dissesto idrogeologico in primis. E la lotta all'abusivismo non passa di certo per la politica dei condoni. Ma a tal proposito Nitto Palma ha detto: "Vi invito ad andare sui territori e vi renderete conto che da circa da 35 anni, in una terra dove governava il centro-sinistra, si è costruita una città grande come Padova e adesso qualcuno intende abbattere quella città- Stiamo parlando di circa 700-800 mila persone, e non ci sono le risorse finanziarie per procedere agli abbattimenti, non ci sono le discariche dove inserire l'abbattuto e principalmente non c'è la possibilità di riallocare i soggetti che vivono in quelle abitazioni. Vi sono dei mostri edilizi e ci sono delle abitazioni di speculazione ma la maggior parte di quelle abitazioni abusive sono abitazioni di necessità".Tutto ciò in Campania, terra flagellata dall'abusivismo e guarda caso dall'alto rischio idrogeologico.

Una vicenda molto complessa quella dei condoni in Campania, che ormai non ha soltanto un rilievo ambientale ma sociale, su cui è stato chiamato a rispondere il Ministro Annamaria Cancellieri, nel corso di un question time ieri alla Camera. In particolare, al minstro è stato chiesto "se non sia il caso di prevedere, attraverso iniziative normative urgenti, una soprasessoria o una graduazione delle previste demolizioni, al fine di salvaguardare, ove possibile, le attività commerciali in essere e tenendo conto anche della qualità dell'abuso realizzato, distinguendo, se possibile, tra abuso di speculazione e abuso di necessità commesso anche a titolo abitativo di prima e unica casa, in assenza del piano di sicurezza nazionale non ancora adottato".

A tale quesito, Cancellieri ha risposto: “Il fenomeno dell’abusivismo edilizio, determinato, in alcune realtà locali come quella campana, anche da ragioni di necessità abitative, va inquadrato nel necessario bilanciamento di diversi valori di rilievo costituzionale, quali, accanto a quelli di natura sociale, quelli connessi alla tutela della equilibrata programmazione e del rispetto del patrimonio archeologico, naturalistico ed ambientale”.

Nun ce se crede!– ha commentato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Veramente ci aspettavamo un esordio diverso. Chiediamo al premier Letta di intervenire rapidamente e spiegare questa dichiarazione di Nitto Palma anche alla luce di quanto espresso pochi giorni fa nel suo discorso al Parlamento dove ricordava doverosamente che ‘abbiamo un impegno alla prevenzione, con un piano di manutenzione contro il dissesto idrogeologico e la lotta all’abusivismo’”.

Francesca Mancuso

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