co2 ispra

Nel 2011 le emissioni di gas serra dell'Italia sono scese del 2,3% rispetto al 2010 e del 5,8% rispetto all’anno base (1990). Un dato positivo che sembra lasciar intendere che il nostro paese sia sulla buona strada per far fronte all'impegno nazionale di riduzione delle emissioni di CO2 del 6,5%. È quanto emerso nell’ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC) e del protocollo di Kyoto dall’ISPRA che ha realizzato l’inventario nazionale delle emissioni in atmosfera dei 6 gas serra per il 2011.

Secondo i nuovi dati, nel ventennio che va dal 1990 al 2011 le emissioni di tutti i gas serra considerati dal Protocollo di Kyoto sono passate da 519 a 489 milioni di tonnellate di CO2, variazione ottenuta principalmente grazie alla riduzione delle emissioni di CO2 che contribuiscono per l’85% del totale, scese del 4,7% rispetto al 1990.

Un calo diventato più evidente dal 2008, dovuto non solo alla riduzione dei consumi energetici e delle produzioni industriali a causa della crisi economica ma anche all'aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili (soprttutto idroelettrico ed eolico) e a un incremento dell’efficienza energetica.

Settore industriale. In particolare, nel settore industriale le emissioni per la produzione del cemento, che nel 2008 incidevano per il 45.2% del settore, subiscono un declino del 22.0% nel periodo 2008-2011. Scendono anche le emissioni del settore manifatturiero (29,6% rispetto al 1990), agricolo (17,7%) e della gestione e trattamento dei rifiuti (15,9%).

Industrie energetiche e trasporti. Tra i settori più importanti quelli delle industrie energetiche e dei trasporti che da soli erano responsabili di oltre la metà delle emissioni nazionali di gas dannosi per il clima. Purtroppo, rispetto al 1990 le emissioni di gas serra del settore trasporti sono cresciute del 15,4%, a causa dell’incremento della mobilità di merci e passeggeri: per il trasporto su strada delle merci il valore è del 44%, mentre per il trasporto passeggeri è del 36%. Ma per il secondo anno consecutivo, però, si è riscontrata una riduzione delle percorrenze di merci ed anche i consumi energetici del settore sono in riduzione.

Per quanto riguarda le industrie energetiche, sempre rispetto al 1990 nel 2011 le emissioni sono diminuite del 4,4%, a fronte di un aumento della produzione di energia termoelettrica da 178,4 Terawattora (TWh) a 227,7 TWh, e dei consumi di energia elettrica da 218,7 TWh a 313,8 TWh. In generale, nel corso degli ultimi 20 nni l'andamento delle emissioni di CO2 per unità energetica totale è stato pari a quello dei consumi energetici, anche se negli ultimi anni la sostituzione di combustibili a più alto contenuto di carbonio con il gas naturale e le rinnovabili nella produzione di energia elettrica ha fatto scendere le emissioni.

Settore residenziale. Tra il 1990 e il 2011, il settore residenziale e quello dei servizi hanno fatto registrare un aumento delle emissioni di gas serra del 9,7%.

Le emissioni. Le emissioni di metano (CH4) e di protossido di azoto (N2O) sono il 7,5% e il 5,5% del totale e sono in calo sia per il metano (-16.4%) che per il protossido di azoto (-28.1%). Gli altri gas serra, gas fluorurati quali idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC) e esafluoruro di zolfo (SF6), hanno un peso complessivo sul totale delle emissioni che varia tra lo 0,1% e l’1,9%; le emissioni degli HFC evidenziano una forte crescita, mentre le emissioni di PFC decrescono.

E per il 2012? Le stime preliminari effettuate dall'Ispra sembrano confermare questo andamento nel complesso positivo. L'anno appena trascorso dovrebbe aver generato una quantità di gas serra ancora più bassa, con un'ulteriore diminuzione del 4,2% rispetto al 2011, con una riduzione delle emissioni del 9,8% tra il 1990 e il 2012, pari a 50.9 milioni di tonnellate di CO2.

Francesca Mancuso

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