belize barriera corallina - fonte foto: ens-newswire.com

La Corte Suprema del Belize è intervenuta per la protezione della barriera corallina dalle trivellazioni off-shore per l'estrazione di petrolio. I contratti stipulati dal Governo del Belize per le trivellazioni, nel 2004 e nel 2007, sono stati dichiarati nulli. Per il momento, una delle barriere coralline più ricche ed incantevoli del mondo risulta protetta.

Il rischio che uno dei siti marini più importanti del mondo dal punto di vista ambientale possa risultare compromesso dalla ricerca di petrolio risulta al momento allontanato. I contratti sono stati dichiarati nulli da parte della Corte Suprema per via dell'operato del Governo, che ha valutato in maniera erronea l'impatto ambientale delle trivellazioni sulla barriera corallina.

La Corte ha inoltre evidenziato come i contratti fossero stati stipulati con compagnie petrolifere che non avevano dimostrato una reale capacità di garantire la sicurezza della strumentazione, dei macchinari da utilizzare e delle operazioni da effettuare per ottenere delle trivellazioni sicure.

Una campagna contro le trivellazioni off-shore in Belize era stata condotta negli ultimi due anni da parte di Oceana. Nel 2011 Oceana si era occupata di raccogliere firme per la realizzazione di un referendum contro le trivellazioni. Il Governo aveva però dichiarato nulle gran parte delle firme raccolte e chiuso la possibilità di ricorrere ad una votazione da parte della popolazione.

Oceana ha però proseguito nell'entrare in azione contro le trivellazioni e nelle raccolte di firme, che hanno portato all'espressione di un parere contrario da parte del 96% della popolazione rispetto alle trivellazioni. L'impatto della ricerca del petrolio potrebbe condurre ad effetti devastanti per la barriera corallina, in particolar modo in caso di sversamenti di greggio.

Tra le compagnie che avevano stipulato dei contratti con il Governo del Belize troviamo Princess Petroleum, che aveva ottenuto il diritto di esplorazione per la ricerca di petrolio lungo il Blue Hole, sito naturalistico patrimonio dell'UNESCO, oltre che nota destinazione turistica. Si tratta di una importante vittoria per la difesa delle barriere coralline, nella speranza che esse non possano mai più essere oggetto di rischio a causa della ricerca sfrenata di petrolio.

Marta Albè

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