piano amianto

Presentato ieri dal Ministro della Salute Renato Balduzzi a Casale Monferrato il Piano nazionale Amianto. Location non scelta a caso. Casale è divenuta tristemente famosa per il caso Eternit, che qui ha fatto registrare un numero molto elevato di vittime legate all'amianto.

Il nuovo piano è una svolta epocale nella lotta all’amianto e alle patologie ad esso correlate nel nostro Paese. Nel Piano viene riconosciuta anche la dimensione internazionale del problema, resa esplicita con l’intenzione di favorire la partecipazione a un European reference network in campo clinico-terapeutico. Tutela della salute, dell'ambiente e sicurezza sul lavoro sono i tre pilastri del piano, approvato dal Governo il 21 marzo scorso e ora al vaglio della Conferenza Stato-Regioni.

Ed ecco quali saranno i settori di intervento della macroarea “tutela della salute”:

  • migliorare la conoscenza epidemiologica dei fenomeni e delle loro dimensioni sul territorio nazionale, anche coinvolgendo gli altri Paesi dell’Unione europea, con la creazione di appositi network

  • migliorare la qualità di valutazione del rischio e la sorveglianza sanitaria

  • migliorare la conoscenza della suscettibilità individuale alle diverse patologie asbesto-correlate e le capacità di diagnosi precoce, anche con la costituzione di banche di campioni biologici e l'identificazione di marcatori biologici di diagnosi precoce, mettendo in rete le risorse scientifiche disponibili nei diversi Stati membri

  • attivare percorsi di cura e riabilitazione, anche mirati al sostegno psicologico.

Per l'area 'ambiente', invece si procederà alla bonifica e alla messa in sicurezza, per le quali servirà un fabbisogno immediato di decine di milioni di euro per i 380 siti a maggiore contaminazione su un totale di 34mila aree individuate dal ministero dell'Ambiente.

In Italia, una decisione di questo tipo era fondamentale visto che il nostro paese fino alla fine degli anni ’80 è stato il secondo maggiore produttore europeo di amianto, ed in particolare di amianto crisotilo dopo l’ex Unione Sovietica e il maggiore della Comunità Europea, Con la Legge 257, dal 1992 l'impiego dell’amianto è stato bandito nei nuovi manufatti.

Oggi il problema è quello della gestione della presenza di grandi quantità di materiali contenenti amianto in matrice friabile, negli edifici civili e industriali, negli impianti e nei mezzi di trasporto (in particolare in quelli navali).

Un problema molto grave quello che le autorità sanitarie devono affrontare visto che non è stato valutato e trattato immediatamente come tale. Ancora oggi, le possibilità terapeutiche e di diagnosi precoce delle patologie neoplastiche da amianto non sono adeguate al problema sia in Italia che nel resto d'Europa. Per quanto riguarda la diagnosi precoce, uno screening oncologico rivolto a soggetti asintomatici è oggi proponibile come progetto di ricerca soltanto per il cancro del polmone. Per i mesoteliomi, invece, occorre indirizzare la ricerca verso il riconoscimento di test diagnostici da potere considerare come indicatori della presenza di malattia in fase asintomatica.

"È una risposta operativa ad una vicenda sulla quale a livello nazionale era sceso l'oblio - ha detto il Ministro Balduzzi - Il governo Monti ha riportato una triste vicenda all'attenzione non solo nazionale, ma anche internazionale in Europa. L'Italia è diventata punto di riferimento dell'Unione per l'organizzazione di una rete europea per la lotta alle malattie correlate all'amianto". Continua: "L'Italia ne ha bandito la produzione, ma non è così in molte altre parti del mondo e di amianto si continua a morire".

"La presentazione da parte del ministro della Salute Balduzzi del Piano nazionale amianto, conferma la volontà del governo di dare una risposta organica e nazionale alle situazioni sanitarie ed ambientali create nel nostro paese dall'esposizione all'amianto" è stato il commento del Segretario confederale della Cisl Fulvio Giacomassi. "Le proposte che abbiamo avanzato sono in buona parte presenti in tale Piano". "Ora più che mai l'azione di prevenzione su chi è stato esposto all'amianto, insieme alle bonifiche dei territori, può salvare diverse vite umane e mettere in sicurezza ambienti che possono provocare future contaminazioni".

Francesca Mancuso

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