farmaci inquinamento fiumi - fonte foto: watercv.com

Fiumi a rischio per via dell'inquinamento da farmaci. I residui di medicinali che raggiungono i fiumi sono in grado di porre in serio pericolo l'ecosistema degli stessi, arrivando a disseccare quasi completamente lo strato di batteri, alghe e funghi che rende scivolose le rocce dei fiumi e che è vitale per il loro equilibrio.

Si tratta di quanto emerso nel corso di uno studio pubblicato tra le pagine della rivista Ecological Applications da parte del Cary Institute of Ecosystem Studies di Millbrook, nello stato di New York. Giunge così da Oltreoceano un vero e proprio allarme correlato alla purtroppo crescente presenza di residui di farmaci nei fiumi non soltanto statunitensi, ma di tutto il mondo.

Da dove provengono i residui di farmaci individuati nei fiumi? Essi, secondo quanto dichiarato da parte degli esperti, giungono alle acque dei fiumi principalmente per via di perdite di acque reflue da parte di condutture in pessimo stato o da vere e proprie esondazioni sia fognarie che agricole.

I sistemi di filtraggio non bastano ad arginare il problema. Nonostante la presenza di impianti di filtraggio, i residui di farmaci permangono, in quanto al momento non esistono ancora filtri adatti a fermarli, secondo quanto comunicato da parte dei ricercatori. Proprio per questo motivo, i corsi d'acqua di tutto il mondo sono esposti alla presenza di residui di ogni tipo di farmaco utilizzato da parte della popolazione.

Gli esperti si sono concentrati in particolare sull'effetto di alcune tipologie specifiche di farmaci, tra cui antistaminici ed antibiotici, sul biofilm che protegge le rocce dei fiumi. La presenza di tale strato composto da alghe, funghi e batteri può essere ridotta dai residui di farmaci fino al 99%. I microrganismi formano uno strato invisibile ad occhio nudo, ma essenziale per l'equilibrio dell'ecosistema fluviale.

L'effetto peggiore sul biofilm è stato attribuito all'antistaminico difenidramina, impiegato in caso di allergie. Le infrastrutture di trattamento e di filtraggio delle acque reflue presenti nei Paesi sviluppati sono state giudicate come ormai obsolete ed inadeguate. I ricercatori pongono quindi in luce la necessità dell'innovazione delle stesse. Probabilmente, anche una diminuzione nel ricorso ai farmaci, quando non necessari, ed un loro utilizzo più accorto, potrebbe concorrere al miglioramento della situazione attuale.

Marta Albè

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