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L’uva italiana è piena di pesticidi, l’ennesima conferma

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L’uva rientra tra i frutti autunnali più amati, ma purtroppo si trova in cima alla classifica dei prodotti ortofrutticoli maggiormente avvelenati dai pesticidi. La conferma (l’ennesima!) arriva da un report realizzato nel Regno Unito dalla Ong internazionale Pesticide Action Network (PAN), che ha analizzato diverse varietà di frutta e verdura. E ciò che emerge dall’indagine non è per niente rassicurante: sono state rilevate, infatti, tracce di ben 122 pesticidi in 12 prodotti ortofrutticoli.

In pole position troviamo l’uva, seguita dalle arance e dalla frutta disidratata. E, anche se lo studio è stato condotto in Gran Bretagna, la questione ci tocca da vicino perché l’uva piena di pesticidi proviene proprio dal nostro Paese.

uva pesticidi regno unito

@PAN

Addirittura l’87% dei campioni analizzati presenta tracce di più pesticidi, e in un caso i livelli della sostanza ethephon (fitoregolatore usato per accelerare il processo di maturazione della frutta) sono risultati oltre il limite massimo consentito per legge.

Ma i pesticidi non si trovano soltanto nella frutta e nella verdura che finisce sulle nostre tavole. Queste sostanze sono ormai onnipresenti e ci avvelenano spesso in maniera silenziosa e nei posti più impensabili. Secondo quanto emerso da un recente studio condotto dalla rete europea Save Bees and Farmers, i pesticidi si trovano persino nella polvere delle camere da letto di chi vive in zona di campagna, ad esempio in prossimità dei vigneti. E nelle abitazioni analizzate nel nostro Paese sono stati trovati fino a 13 tipi diversi di pesticidi. Si tratta del secondo dato più alto a livello europeo (almeno tra i 21 Stati presi in considerazione). 

Che fare quindi? La soluzione è rinunciare all’uva? Il consiglio è quello di optare sempre per frutta e verdura bio. Ma nel caso in cui ciò non fosse possibile, vi consigliamo alcuni rimedi naturali per lavare correttamente l’uva (sciacquarla non basta!) e altra frutta e rimuovere tracce di pesticidi.

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Fonte: PAN

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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