Il 64% dei terreni agricoli è messo a rischio dai pesticidi, Italia compresa. La prima mappa mondiale

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Circa il 64% della terra utilizzata per l’agricoltura e le colture alimentari è a rischio di inquinamento da pesticidi e quasi un terzo di queste aree è considerato ad alto rischio. L’Asia ospita le più grandi aree terrestri ad alto rischio di inquinamento in Paesi come Cina, Giappone, Malesia e Filippine.

La ricerca, condotta all’Università di Sydney e pubblicata su Nature Geoscience, ha esaminato l’uso e la diffusione di 92 ingredienti attivi di pesticidi in 168 Paesi, delineando una vera e propria mappa globale dei terreni agricoli.

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Gli studiosi hanno preso in esame il rischio per il suolo, l’atmosfera e le acque superficiali e sotterranee e hanno considerato “area a rischio” quelle in cui la concentrazione di una sostanza chimica supera il limite e “ad alto rischio” se tale concentrazione supera il limite di un fattore indicativo pari a 1.000.

“Il nostro studio ha rivelato che il 64% della terra arabile del mondo è a rischio di inquinamento da pesticidi. Questo è importante perché la più ampia letteratura scientifica ha scoperto che l’inquinamento da pesticidi può avere impatti negativi sulla salute umana e sull’ambiente”, ha affermato Fiona Tang, autrice principale dello studio e ricercatrice associata dell’Università di Sydney.

I pesticidi possono essere trasportati nelle acque superficiali e sotterranee attraverso il deflusso e l’infiltrazione, inquinando i corpi idrici e riducendo così la fruibilità delle risorse idriche. L’abuso di pesticidi potrebbe far pendere l’equilibrio, destabilizzare gli ecosistemi e degradare la qualità delle fonti d’acqua su cui gli esseri umani e gli animali fanno affidamento per sopravvivere.

mappa globale pesticidi

©Sydney University

Sebbene il terreno agricolo in Oceania mostri il più basso rischio di inquinamento da pesticidi, il bacino australiano di Murray-Darling è considerato una regione ad alto rischio sia per i suoi problemi di scarsità d’acqua che per la sua alta biodiversità”, spiega Federico Maggi, coautore e professore associato del School of Civil Engineering e il Sydney Institute of Agriculture.

E non finisce qui: si prevede che l’uso globale di pesticidi aumenterà poiché la popolazione mondiale si dirige verso gli 8,5 miliardi previsti entro il 2030.

In un clima più caldo, con la crescita della popolazione globale, si prevede che l’uso di pesticidi aumenti per combattere il possibile aumento delle invasioni di parassiti e per nutrire più persone”, conclude Maggi.

Un disastro? Sì, se non si fa qualcosa. La soluzione? La transizione verso un modello agricolo globale sostenibile che riduca lo spreco di cibo riducendo al contempo l’uso di pesticidi. I governi devono solo accelerare il passo.

Fonti: Nature GeoscienceUniversity of Sydney 

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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