Raccolti in declino a causa della progressiva scomparsa degli insetti impollinatori selvatici

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Raccolti meno ricchi per la scomparsa degli insetti impollinatori. Le api allevate dagli apicoltori garantiscono un minore successo nell’impollinazione dei campi coltivati rispetto alle api selvatiche ed agli altri insetti selvatici, con particolare riferimento alle api che vivono libere in natura. Questa continua perdita di api libere e di insetti selvatici all’interno degli spazi destinati all’agricoltura determina conseguenze negative sui raccolti.

È quanto evidenziato da parte dei ricercatori che si sono occupati di studiare i dati relativi a 600 campi coltivati in 20 differenti Paesi. Lo studio, che sostiene l’importanza di difendere la biodiversità degli insetti selvatici per garantire raccolti agricoli a lungo termine, è stato pubblicato nel mese di febbraio 2013 da parte della rivista Science.

Un team composto da 50 ricercatori internazionali, compreso Lawrence Harder, professore del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Calgary, ha analizzato i dati riguardanti la coltivazione di frutta, caffè e frutta secca, al fine di esaminare le conseguenze riguardanti la possibilità di avere a disposizione un abbondante numero di insetti selvatici per l’impollinazione.

Harder ha dichiarato come lo studio dimostri che la produzione di molti frutti e semi comunemente parte della nostra alimentazione, tra cui caffè, pomodori e angurie, risulti limitata poiché i fiori non verrebbero adeguatamente impollinati. L’impiego di api da miele allevate non risolve il problema, che vedrebbe invece un miglioramento mediante l’impiego di insetti selvatici.

I fiori di gran parte delle coltivazioni necessitano di essere impollinati prima di produrre semi e frutti, un processo che viene potenziato grazie agli insetti che se ne occupano. Gli insetti impollinatori includono api, mosche, farfalle e scarabei, provenienti soprattutto da boschi e prati. La loro presenza viene però minacciata dalla scomparsa dei loro habitat naturali, che è causa di un minor numero di insetti selvatici impollinatori in grado di visitare i campi coltivati.

Lo studio in questione ha evidenziato come la produzione di fiori in grado di generare frutti si sia rivelata considerevolmente minore in quei campi dove le coltivazioni risultavano meno visitate da parte di insetti selvatici impollinatori.

La loro presenza risulta particolarmente minacciata dall’utilizzo di pesticidi. Gli esperti suggeriscono che un impiego più prudente di insetticidi e l’integrazione di habitat naturali adatti agli insetti nelle vicinanze dei terreni agricoli potrebbe risollevare la situazione, promuovendo una maggiore presenza di impollinatori selvatici.

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Marta Albè

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Life Coach, insegnante di Yoga e meditazione. Autrice del libro “La mia casa ecopulita” edito da Gribaudo - Feltrinelli editore.
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