Pesticidi e glifosato permessi nelle aree di salvaguardia toscane. Il decreto della discordia che inquina le acque regionali

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Pesticidi nelle area di salvaguardia toscane, il decreto che fa infuriare gli ambientalisti

Una delibera che non mette d’accordo tutti, soprattutto chi da tempo, si schiera a favore dell’ambiente e contro l’uso dei pesticidi. Parliamo del decreto della giunta regionale toscana 30 luglio 2018 n. 43/R che secondo European consumers e altre associazioni, autorizzerebbe l’uso di glifosato e altri 28 erbicidi a ridosso di falde acquifere sotterranee in aree di salvaguardia.

Leggendo la tabella allegata al decreto, le associazioni hanno notato che ‘sono permesse, in zone limitrofe alla captazioni di acque sotterranee, sostanze tossiche e di pessimo profilo ambientale’. Parliamo ad esempio di Acrinatrina, Azinfos ethyl, Azinfos methyl, Demeton S-metile, Omethoate, nessuna compatibile con gli ambienti acquatici.

“La Regione Toscana si impegna quindi a mantenere l’uso di sostanze pericolosissime per gli ecosistemi e non più utilizzate nel resto dell’Unione Europea in aree strategiche come le zone di prelievo idrico sotterraneo. Tutte le sostanze elencate nel Decreto Regionale sono incompatibili con una buona qualità delle acque e molte di esse sono costantemente rinvenute nelle acque sia superficiali che sotterranee”, scrivono le associazioni in un testo di denuncia.

Come sappiamo, nelle cosiddette “aree di salvaguardia” il decreto legislativo 152/2006 vieta l’uso di fertilizzanti e pesticidi con multe fino a 6mila euro. Quindi cosa ci fanno sostanze come il Boscalid, Clorpirifos, Dimetomorf, Dimetoato particolarmente diffusi nella maggior parte dei corsi d’acqua di pianura?

Nelle acque superficiali monitorate della Toscana si ritrovano prodotti fitosanitari nel 80,7% dei punti di prelievo e nel 61,4% dei campioni investigati. Sono state trovate 78 sostanze: le più frequenti sono ampa, glifosate, dimetomorf, imidacloprid e metalaxil-m.

pesticidi toscana

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Nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di residui pesticidi nel 46,8% dei punti e nel 31,1% dei campioni. Sono state rinvenute 49 sostanze: le più frequenti sono ampa, oxadiazon e atrazina desetil.

“Si tratta quindi di una regione con i corpi idrici in pessimo stato. Proprio in Toscana sono stati riscontrati elevatissimi superamenti dei valore limite delle acque sotterranee destinate al consumo umano addirittura di 70 volte. Pertanto si profilerebbe in detto atto regionale una palese distorsione dei dettami del decreto legislativo 152/2006, Con tale atto, la regione Toscana autorizzerebbe di fatto usi vietati”, continuano le associazioni che adesso prometto una battaglia davanti alle autorità competenti.

Scrivono ancora:

“Con le sue scelte la Regione Toscana sta di fatto continuando a favorire la contaminazione delle sue acque nella fascia collinare e planiziario-costiera. Una minaccia sia per ecosistemi, già in pessime
condizioni, che per la possibilità di condurre una seria politica agricola incentrata sul biologico stante le
condizioni critiche di molti invasi a scopo irriguo, per non parlare ovviamente delle ricadute sulla salute
umana, in particolare sulla porzioni più fragili della popolazione che vedrà ulteriormente compromessa la risorsa più importante per la vita e la salute: quella idrica”.

E tra le zone seriamente contaminate ci sono numerose aree protette di interesse comunitario come lago dell’Accesa, Padule di Fucecchio, lago di Chiusi e lago di Montepulciano e corpi idrici a scopo irriguo e potabile quali Bacino Due Forre, Bacino Falchereto, lago Barberino.

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