@miloos313/Shutterstock

Non solo glifosato, anche il profulscarb uccide le api (e in Francia chiedono di vietarlo)

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Parliamo spesso del glifosato come nemico della nostra salute ma anche dell’ambiente e della biodiversità. Questo non è però certo l’unico erbicida pericoloso a cui dobbiamo prestare attenzione: gli apicoltori ma anche i coltivatori biologici in Francia lanciano l’allarme su un altro fitofarmaco molto utilizzato, il profulscarb, di cui chiedono il ritiro immediato.

In Francia il profulscarb è il secondo erbicida più utilizzato dopo il glifosato e sarebbe proprio responsabilità di questo pesticida, tra le altre cose (vedi cambiamenti climatici), se il raccolto di miele di quest’anno è il peggiore di sempre.  

Nel 2021, infatti, si è ottenuto un quantitativo di miele tre volte inferiore rispetto al 2020 e ciò è stato attribuito principalmente alla crisi climatica. L’Associazione nazionale francese degli apicoltori UNAF, però, non crede che il motivo sia solo quello ed è particolarmente preoccupata per l’esito e le conseguenze sulle api della revisione dei regolamenti che disciplinano l’uso agricolo dei pesticidi, tra questi appunto il prosulfocarb (la cui concessione scade il 31 ottobre 2022).

È da tempo in realtà che si discute dei danni causati dal prosulfocarb e non solo nel settore dell’apicoltura ma anche in quello dell’agricoltura biologica. Pensate che l’anno scorso questo erbicida ha contaminato in Francia ben 14 colture di grano saraceno biologico. 

Come è possibile? La risposta è molto semplice: si tratta di uno dei pesticidi più presenti nell’aria, sia in termini di frequenza che di concentrazione, in quanto è altamente volatile, secondo una dichiarazione congiunta pubblicata dalla Federazione nazionale dell’agricoltura biologica (FNAB), Forébio – una federazione di organizzazioni economiche – e la ONG Générations Futures.

A causa di questo, ogni anno un certo numero di colture che non vengono irrorate con prosulfocarb risultano comunque contaminate dall’erbicida e anche in maniera molto pesante. L’anno scorso i residui trovati sulle colture biologiche hanno superato di 100 volte i livelli massimi autorizzati, hanno sottolineato le organizzazioni nel loro comunicato.

Per evitare che questa contaminazione continui, FNAB, Forébio e Générations Futures hanno posto la questione a dodici prefetture dipartimentali a cui chiedono il divieto ‘immediato e temporaneo’ di utilizzo dei prodotti a base di prosulfocarb, attuabile con decreto prefettizio in caso di rischio ‘eccezionale e giustificato’ in relazione all’uso di prodotti fitosanitari.

Le prefetture, dunque, potrebbero decidere nelle prossime settimane se vietare o meno il prosulfocarb, attualmente in fase di rivalutazione a livello Ue, in vista di una nuova autorizzazione dopo il 31 ottobre 2022.

Nel frattempo l’azienda che produce prosulfocarb nega qualsiasi rischio (una storia che ci sembra di aver già sentito…). Liam English, responsabile delle comunicazioni per Syngenta Crop Protection per Europa, Medio Oriente e Africa ha affermato che:

l’intero settore è impegnato a promuovere e proteggere la salute delle api e a garantire la sicurezza ambientale, uso efficiente e mirato dei pesticidi solo dove necessario.

E inoltre che:

In Francia, lavoriamo con gli agricoltori per garantire un uso sicuro, proporzionato ed efficace per proteggere gli ecosistemi e mantenere la produzione alimentare. Per quanto ne sappiamo, non vi è alcuna preoccupazione specifica per le api legata all’uso di prosulfocarb.

Se guardiamo poi quello che accade in Europa, sul fronte pesticidi non arrivano affatto buone notizie. Gli Stati membri dell’Ue hanno infatti votato per la riapprovazione del flumioxazin e della cipermetrina, pesticidi pericolosi per le api e che interferiscono con il sistema endocrino.   

Come si legge in un comunicato del Pesticide Action Network (PAN):

Questa nuova approvazione è in totale contraddizione con il Green Deal europeo che ha rafforzato il principio di precauzione, la protezione della biodiversità e la volontà della Commissione di eliminare gradualmente gli interferenti endocrini. PAN Europe pensa di andare in tribunale.

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Fonte:  FNAB / Euractive

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook