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Le multinazionali dei pesticidi avvelenano terreni e contadini del Sud del mondo con principi attivi tossici banditi altrove

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Disuguaglianza “chimica”. Le ingiustizie tra Nord e Sud del mondo passano anche dai pesticidi

Come denunciato nell’inchiesta internazionale presentata nel rapporto Double Standards and Hazardous Pesticides from Bayer and BASF, pubblicato nella versione in inglese lo scorso 22 aprile grazie alla collaborazione tra Rosa-Luxemburg-Stiftung, INKOTA-netzwerk e PAN Germany, le due importanti società agrochimiche tedesche Bayer e BASF hanno commercializzato e, in certi casi, sviluppato un totale di 33 principi attivi estremamente tossici o altamente tossici come componenti attivi dei pesticidi destinati all’agricoltura nel cd. “Sud globale” (paesi a basso o medio reddito).

I due giganti mondiali dell’agrochimica Bayer e BASF continuano a introdurre nel mercato globale degli agrofarmaci decine di principi attivi non ancora approvati o addirittura vietati dall’Unione Europea o in altre parti del mondo per motivi di salute o ambientali.

L’erbicida glufosinato prodotto da BASF, l’insetticida spirodiclofen e il pericoloso (beta-)cyfluthrin — entrambi della Bayer rappresentano un reale pericolo per la salute degli esseri umani che entrano a contatto con queste nocive sostanze chimiche. Mentre le lavoratrici e i lavoratori dell’agricoltura rischiano l’avvelenamento, sono all’ordine del giorno le intossicazioni e gli avvelenamenti delle api (e dell’entomofauna utile, non parassita). In particolare, le api sono colpite dai tossici principi attivi degli insetticidi neonicotinoidi.

In passato, i principi attivi sviluppati o messi in commercio da Bayer ammontano a 22, di cui 7 di classe 1/A e 15 di classe 1/B secondo la classificazione dell’Oms. La BASF ha sviluppato e/o immesso nel mercato tre principi attivi di classe 1/B dell’Oms sarebbero altamente pericolosi; inoltre, altri 4 principi attivi della Bayer e altrettanti di BASF, che possono creare danni di lungo periodo alla salute umana, sono stati banditi dall’Ue. Tuttavia, questi prodotti sono stati e sono ancora regolarmente venduti dai due produttori in alcuni paesi del Sud del mondo. 

Ora che quei brevetti originari sono scaduti, alcuni dei 33 principi attivi prodotti da Bayer e BASF vengono prodotti e venduti da altre società agrochimiche, ad esempio in Cina.

infografica pesticidi bayer e basf

@Rosa-Luxemburg-Stiftung/Twitter

I tre casi di studio

Ad esempio, gli agricoltori e i lavoratori agricoli che operano nei paesi esaminati nel rapporto — Sudafrica, Brasile, Messico — sono esposti a gravi rischi per la salute associati all’impiego di tali pesticidi, i cui principi attivi, in certi casi, possono essere letali anche in piccole dosi. Si stima che alcuni principi attivi siano cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione (CMR è l’acronimo inglese per Carcinogenic, Mutagenic, Reprotoxic). Trattasi di sostanze che possono causare con molta probabilità il cancro, danneggiare il materiale genetico e determinare infertilità o danni al feto in gravidanza.

In Sudafrica, nelle aziende vinicole della provincia del Capo Occidentale, l’insetticida Tempo®  SC della Bayer viene impiegato su larga scala. Contiene il principio attivo altamente pericoloso (beta-)cyfluthrin, che risulta essere letale anche in piccole dosi. I lavoratori agricoli impiegati nei vigneti sono esposti a questi pesticidi altamente pericolosi, che vengono regolarmente spruzzati e applicati nei campi.

In Brasile la Bayer fa affari per milioni di dollari. Nelle coltivazioni brasiliane di cotone, patate, soia e mais, i pesticidi sono ampiamente usati. Il Brasile è il più grande utilizzatore di pesticidi al mondo; tra questi, oltre una dozzina sono considerati altamente pericolosi, ma la legislazione permissiva del paese sudamericano consente alle maggiori multinazionali dell’agrochimica d’Europa di vendere prodotti che sarebbero vietati nel mercato Ue.

In un solo caso specifico, Bayer avrebbe sviluppato in Brasile il principio attivo messo al bando, astenendosi tuttavia dal vendere il prodotto finale formulato a partire da esso. A causa della totale mancanza di trasparenza, il commercio di queste sostanze illegali non è facilmente tracciabile; di conseguenza, è possibile individuare (ed eventualmente denunciare) solo casi isolati. Qualora siano altre società agrochimiche a convertire i principi attivi in pesticidi, generalmente non è più possibile identificare quale azienda abbia effettivamente sviluppato e fornito il principio attivo elencato nell’etichetta del prodotto finito.

La Bayer è attiva nel mercato messicano sin dagli ’50 del secolo scorso. In Messico possiede nove impianti di produzione, ivi inclusi quelli della Monsanto. La sede centrale della Bayer si trova a Città del Messico. Secondo quanto riportato nel sito ufficiale della Bayer, la società non avrebbe mai avviato nel paese la produzione di pesticidi sintetici nei propri stabilimenti. Bayer, tuttavia, offre 22 prodotti antiparassitari in Messico, contenenti un totale di 27 diversi principi attivi, 3 dei vietati nell’Ue. Tra questi, si segnalano l’insetticida cancerogeno spirodiclofen (categoria Ue 1B) e i principi attivi (beta-)ciflutrin (altamente pericoloso, classe 1B dell’Oms) e il glufosinato (tossico per la riproduzione secondo la categoria 1B dell’Ue).

La Bayer vende in Messico il prodotto Envidor, un acaricida e insetticida che contiene il principio attivo spirodiclofen, da usare nelle coltivazioni di frutta e verdura per eliminare acari e mosche bianche. L’erbicida glufosinato, per il quale BASF ha ottenuto il diritti di marketing nel quadro di un accordo Bayer-Monsanto, continua a essere offerto dalla Bayer in Messico tramite il diserbante Finale® – BASF. Infine, il prodotto Muralla Max della Bayer, che contiene il principio attivo (beta-)ciflutrin, è usato come spray per uccidere larve e insetti adulti presenti sulle colture orticole e nelle piantagioni di riso, cotone e cereali.

False promesse e possibili soluzioni

Nonostante nel 2013 Bayer avesse espresso l’intenzione di interrompere la vendita di principi attivi estremamente o altamente pericolosi, all’inizio del 2021 il portafoglio del gruppo industriale include ancora pesticidi che contengono i principi attivi (beta-)ciflutrin e metiocarb. Lo stesso discorso vale per i prodotti contenenti il principio attivo carbendazim.

Nel suddetto rapporto si legge che, per mettere fine a tutto questo, sarebbe urgente introdurre un divieto globale — legalmente vincolante ai sensi del diritto internazionale — alla produzione, allo stoccaggio e all’esportazione di questi principi attivi pericolosi per la salute umana e per l’ambiente. Si chiede alla Germania e all’Ue di promuovere una tale iniziativa legislativa. Inoltre, sarebbe opportuno garantire maggiori standard di trasparenza in materia di commercio internazionale degli ingredienti attivi dei pesticidi. 

Nel prossimo futuro, sarebbe infine auspicabile mettere a disposizione informazioni dettagliate sull’origine, la quantità e la destinazione dei prodotti antiparassitari e dei principi attivi che vengono esportati dalle grandi aziende del settore.

Fonti: PAN Germany/podcast-Luxemburg-Stiftung/Unearthed

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Donatella Vincenti. Laureata in Lingue e Scienze Politiche, nel 2017 ha conseguito un dottorato alla Luiss sulla transizione ecologica nel mondo arabo-islamico. Nel 2015 ha curato la rubrica "Green Islam" per la webradio Radio Bullets.
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