La nuova Pac “è un disastro”: continua a finanziare agricoltura e allevamenti intensivi (#WithdrawTheCAP)

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Il Parlamento europeo ha approvato la proposta legislativa per la Politica agricola comune dell’Ue (PAC), in continuità con un accordo siglato tra i tre maggiori gruppi parlamentari (PPE, S&D, Renew). Ma secondo ambientalisti, i deputati hanno ignorato la crescente pressione arrivata da associazioni e giovani attivisti per il clima (Fridays For Future) affinché votassero contro questo accordo, già descritto da Greenpeace come una condanna a morte per le piccole aziende agricole e l’ambiente.

La Politica Agricola Comune (PAC) è un piano europeo di finanziamenti e regole rispetto all’agricoltura e all’allevamento: sono 387 miliardi di euro per 7 anni (stiamo parlando, in media, di un costo di 135 euro l’anno per ogni cittadino europeo). La riforma è stata approvata con 425 voti a favore, 212 contrari e 51 astenuti, ma secondo gli attivisti a vincere è stato un modello di agricoltura intensiva e la lobby dell’agribusiness.

“Un disastro totale. Penalizza tantissimo i piccoli agricoltori e allevatori a favore delle grandi aziende (solo il 6% dei fondi sono riservati a piccole e medie imprese), continua a finanziare agricoltura e allevamento intensivi – rendendo impossibile ridurre le emissioni di gas serra del settore (che attualmente sono il 17% di tutte quelle che produciamo in Europa) e inoltre prevede la possibilità di sfruttare le terre umide con danni enormi per il clima e la biodiversità”, spiegano da FridaysForFuture Italia che nei giorni scorsi hanno fatto una tweetstorm (su Twitter) e in generale una campagna su tutti i social per chiedere di votare contro la proposta, e in un giorno e mezzo sono riusciti a far cambiare idea a quasi 80 parlamentari.

Sulla carta la Pac doveva sostenere gli agricoltori e migliorare la produttività agricola, garantendo un approvvigionamento stabile di alimenti a prezzi accessibili, aiutare ad affrontare i cambiamenti climatici e la gestione sostenibile delle risorse naturale, preservare le zone e i paesaggi rurali in tutta l’UE, mantenere in vita l’economia rurale promuovendo l’occupazione nel settore agricolo, nelle industrie agroalimentari e nei settori associati. Ma di fatto la realtà sembra essere ben diversa.

“Così com’è la proposta della PAC tutela solo gli interessi dei maggiori produttori industriali e dei proprietari terrieri più ricchi. Agricoltori, natura e ambiente sono stati messi da parte da una manciata di potenti deputati del Parlamento europeo, e gli obiettivi climatici dell’Ue sono ora a rischio” dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia. “Miliardi di euro di denaro pubblico spingeranno ulteriormente l’agricoltura verso la catastrofe climatica, a meno che la Commissione europea non cestini questa proposta e ricominci da zero”.

Secondo Greenpeace, infatti, il piano non è in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, né con la strategia “Farm to Fork” e neppure con la strategia per la biodiversità perché non va a limitare la spesa per il sistema degli allevamenti intensivi e proibisce ai governi nazionali di introdurre standard ambientali più elevati da rispettare per ottenere sussidi pubblici. La proposta introduce anche limiti massimi di spesa nazionale per alcuni programmi ambientali.

Parole condivise anche dalla coalizione #CambiamoAgricoltura che spiega che le decisioni prese dal Consiglio AgriFish e dal Parlamento UE sono ‘una vera delusione per tutti. Di fatto i colegislatori europei hanno chiuso gli occhi e le orecchie di fronte alle crisi della biodiversità e del clima ed hanno avviato la riforma della PAC in un vicolo cieco, con scarse ambizioni ambientali, opponendosi fermamente alla proposta della Commissione europea e agli obiettivi del Green Deal’.

Secondo la coalizione, il Consiglio Europeo AgriFish ha individuato un budget assolutamente insufficiente per gli ecoschemi e indebolito le norme della condizionalità, entrambi cardini fondamenti della nuova architettura verde della PAC proposta dalla Commissione Europea.

“Tutto questo è terribilmente scoraggiante. Dietro le loro parole patinate, i deputati del Parlamento Europeo ed i Ministri dell’Agricoltura dei 27 Paesi UE stanno confermando una PAC che continuerà a sprecare i soldi dei contribuenti per sostenere un’agricoltura avvelenata, inquinante e industrializzata, almeno fino al 2027, in palese contrasto con gli allarmi del mondo scientifico sulla perdita di biodiversità e sull’aumento delle emissioni di gas serra”, dice #CambiamoAgricoltura.

Per questo, si chiede di ritirare la proposta per la nuova PAC e di ripartire da zero col processo legislativo.

Cosa puoi fare tu

Da ieri, i ragazzi di FridaysForFuture Italia hanno una tweetstorm rivolta ai leader europei e nello specifico a Frans Timmermans e alla commissione europea, chiedendo loro di ritirare la proposta per la nuova PAC.

Queste sono le istruzioni per partecipare.

  • Twitta: Il nostro hashtag è #WithdrawTheCAP – twitta, tagga e condividi! È anche estremamente importante che tutti quanti tagghino Timmermans nei loro tweet, il suo tag è @TimmermansEU
  • Agisci: scrivi l’hashtag su un post-it, attaccalo alla tua faccia (se ti va) e postalo! E tagga 4 amici chiedendo loro di fare lo stesso. Se non vuoi mostrare il vosto, posta comunque su gli altri social, come Facebook e Instagram scrivendo! L’importante è usare l’hashtag #WithdrawTheCAP
  • Firma: 100 attivisti hanno scritto una lettera ai leader europei, chiedendo di ritirare questa folle Politica Agricola Comune, chi minaccia il futuro nostro e dei nostri figli. Se desideri, puoi firmarla anche tu CLICCA QUI

Fonti: Greenpeace/FridaysForFuture Italia/#CambiamoAgricoltura

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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