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Nuovi Ogm nell’Ue: ci sono solo 2 settimane di tempo per dire no e fermare le deregolamentazione

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La Commissione europea sta valutando di esentare alcuni nuovi Ogm dalle norme di sicurezza entro quattro anni e modificare la normativa per tutti i nuovi Ogm entro 10 anni. C’è tempo solo fino al 22 ottobre per partecipare alla consultazione e dire no a questa possibilità.

Ne abbiamo già parlato in un precedente articolo: l’Ue vuole deregolamentare gli OGM nonostante i rischi evidenziati da ambientalisti, contadini e consumatori. 

A battersi da anni sul tema degli Ogm, anche in Italia, c’è Slow Food che in questi giorni ha invitato i membri della sua rete a far sentire la propria voce così da ricordare all’Unione europea che non abbiamo bisogno e non vogliamo nuovi Ogm.

Tutti i cittadini comunitari, e non solo gli esperti o gli agricoltori, possono partecipare alla consultazione esprimendo la propria opinione sul piano messo a punto dalla Commissione Europea.

Per chi non avesse seguito la vicenda, lo scorso aprile la Commissione europea ha pubblicato un rapporto nel quale si legge che le nuove tecniche di manipolazione genetica  “potrebbero assicurare benefici per la società europea” anche in quanto a sostenibilità del sistema alimentare.

Da qui la necessità di una norma che regoli questi nuovi Ogm. Nella Valutazione d’impatto iniziale di settembre, l’Ue propone alcune possibili soluzioni, presentando anche la pre-valutazione degli impatti sociali, ambientali ed economici.

Lo fa però, a nostro avviso, sovrastimando i potenziali benefici e minimizzando i rischi concreti che si corrono deregolamentando i nuovi Ogm. – scrive Slow Food – La Commissione europea sta cercando di allentare le norme che attualmente regolano gli Ogm, con una duplice preoccupante conseguenza: i nuovi Ogm potrebbero non aver più bisogno di essere indicati come tali in etichetta, e la loro provenienza non essere conoscibile.

Un problema molto serio, dunque, che mette a rischio anche la trasparenza per i consumatori. Tra l’altro, come ricorda Marta Messa, direttrice di Slow Food Europe, agli agricoltori non servono nuovi Ogm ma piuttosto necessitano di sostegno per una transizione agroecologica:

Attraverso il Green Deal e la strategia Farm to Fork, la Commissione europea si è impegnata ad accelerare la transizione verso un sistema alimentare sostenibile per davvero. Aprendo alla modifica delle norme europee in vigore sugli Ogm, la Commissione cade però nella trappola di cercare soluzioni tecnologiche per migliorare il sistema alimentare, invece di investire e promuovere sistemi agroecologici che portano benefici agli agricoltori, alle comunità locali e all’ambiente in generale.

In quanto agli Ogm, questi devono continuare ad essere strettamente regolamentati, considerando che sono un rischio per la biodiversità, sono incompatibili con un sistema agricolo basato sull’agroecologia e minacciano la sussistenza dei piccoli agricoltori.   

Per tutte queste ragioni, Slow Food (e non solo) invita la società civile a mobilitarsi contro la nuova generazione di Ogm. L’associazione l’ha già fatto ed è tra i 57 gruppi che, oltre un mese fa, hanno inviato una risposta alla Commissione Europea (senza aver ad oggi ancora alcuna risposta) sostenendo che:

la deregolamentazione delle nuove tecniche Ogm comporterebbe rischi inaccettabili per la salute umana e animale e per l’ambiente. La deregolamentazione vieterebbe anche ai cittadini di sapere cosa stanno mangiando e agli agricoltori di sapere cosa stanno seminando.

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Fonte: Slow Food 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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