No agli Ogm: milioni di ragioni consegnate all’Ue

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Con oltre un milione di ragioni e una gigantesca installazione 3D dell’artista Kurt Wenner, Greenpeace si è presentata ieri da John Dalli, il commissario alla Salute dell’Unione europea. Motivo dell’incontro? La consegna della prima “iniziativa dei cittadini” per chiedere una moratoria europea sugli Ogm.

Con oltre un milione di firme raccolte da Greenpeace e Avaaz in pochi mesi, l’associazione ha chiesto ufficialmente alla Commissione Ue di vietare gli Ogm in Europa fino a quando non sarà istituito un nuovo organo tecnico scientifico, più indipendente e competente dell’Efsa (l’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare).

Lo scorso marzo, infatti, l’Unione europea ha dato via libera alla patata Ogm resistente agli antibiotici, la famosa patata Amflora sviluppata dalla Basf. La decisione comunitaria ha scatenato l’ira degli ambientalisti che, per scongiurare il rischio di un’Europa geneticamente modificata, hanno avviato la petizione. Non solo, in seguito a questa autorizzazione, molti Paesi hanno deciso di citare la Commissione alla Corte europea.

Tra gli illustri indecisi resta l’Italia che, nonostante in pochi mesi abbia visto quasi 60.000 cittadini del Belpaese sottoscrivere la petizione di Greenpeace, continua a non schierarsi. Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace, chiede proprio al Ministro Galan un’azione concreta.

Sarebbe ora – sostiene Ferrario – che anche il ministro si mettesse dalla parte dei cittadini e degli agricoltori italiani. Galan deve finirla con l’ostruzionismo verso le Regioni che stanno agendo a tutela della nostra agricoltura e della biodiversità e dichiarare ufficialmente l’Italia libera dagli OGM“.

L’ “iniziativa dei cittadini”, introdotta con il Trattato di Lisbona del dicembre 2009, permette a un milione di europei, appartenenti a un significativo numero di Paesi, di chiedere all’Ue di modificare leggi comunitarie. Greenpeace e Avaaz hanno raccolto le firme necessarie, ora è l’Unione europea che deve fare la sua parte e ascoltare il milione di ragioni dell’opinione pubblica, invece di prendere le parti delle lobby delle biotecnologie.

La richiesta è precisa: alimenti sicuri e un’agricoltura sostenibile, senza OGM.

Serena Bianchi

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