Monsanto paga finti contadini per sponsorizzare e difendere il glifosato

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Finti contadini pagati per sponsorizzare prodotti contenenti glifosato. No, non è una barzelletta, è quanto denunciato da Greenpeace Uk su The Independent: Monsanto e Tobacco, multinazionali da sempre in guerra con gli ambientalisti, hanno trovato questo escamotage per farsi propaganda.

Secondo Unearthed, il progetto di giornalismo investigativo di Greenpeace, la Monsanto avrebbe pagato 200mila dollari per creare un gruppo folto di contadini in tutta Europa per opporsi al divieto sul glifosato, l’erbicida classificato come potenzialmente cancerogeno.

In pratica, la Red Flag Consulting, una società con base a Dublino, ha guidato la campagna pro-glifosato, arruolando migliaia di cittadini in 8 paesi europei e facendogli pubblicizzare i prodotto al glifosato durante le fiere.

I finti agricoltori si sono riuniti sotto il nome di Freedom for Farm in Inghilterra, Agriculture et Liberté in Francia e Movimento Libertario in Italia e sui social si definiscono come “un gruppo di agricoltori uniti per proteggere il nostro modo di vivere e il nostro sostentamento”, poi di fatto sono pro glifosato.

Anche perché, le organizzazioni agricole hanno denunciato il fatto che tra di essi non c’è proprio nessun contadino.

Secondo The Independent, i finti contadini hanno fatto volantinaggio e raccolta firme in almeno 33 fiere: una vera e propria propaganda. Chiaramente i nomi della Monsanto e della Tobacco non risultano ufficialmente in nessun documento, ma le indagini di Greenpeace hanno portato a questa spiacevole sorpresa.

In una campagna promozionale, la Red Flag Consulting si vanta di aver “recentemente vinto la più grande campagna di regolamentazione e affari pubblici nell’Unione europea” e secondo Greenpeace, sarebbe proprio quella contro il divieto del glifosato.

contadini glifosato1

Inoltre, Red Flag ha condotto la campagna pro-glifosato insieme alla statunitense Lincoln Strategy, che ha lavorato per la campagna elettorale di Donald Trump del 2016.

Il tutto si va ad inserire in un quadro ancora più preoccupante, quello in cui il Parlamento europeo decide di non prendere nessuna decisione sulla riforma per rendere trasparente l’iter di autorizzazione dei pesticidi da parte dell’Efsa.

E il potere rimane ancora in mano alle multinazionali.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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